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Bergamo: Cory Arcangel

This is all so crazy, everybody seems so famous è la prima personale in un’istituzione italiana dell’artista americano Cory Arcangel (1978), tra i più influenti artisti della New Media Generation.
 
Il lavoro di Cory Arcangel ruota attorno al concetto di salvaguardia dell’identità e della memoria digitale e fisica, e intende recuperare l’importanza della tradizione attraverso l’interesse per la relazione tra tecnologia e cultura, territorio e innovazione, nonché attraverso l'appropriazione e il riutilizzo dei media. Arcangel è interessato a salvare dall’obsolescenza gli oggetti tecnologici che fino a pochi anni fa sembravano all’avanguardia e che, ora, giacciono inutilizzati, condannati a un’atemporalità quasi metafisica e non più accessibile.
 
Per la mostra presentata a Palazzo della Ragione, Arcangel ha concepito lo spazio espositivo come una grande piattaforma, il cui centro è interamente occupato da un'imponente installazione: un tappeto di oltre 200 metri quadrati che ricopre il pavimento della sala e che si sviluppa in una progressione abbagliante di colori, creando una cassa di risonanza per le antiche pitture a fresco che la decorano. Un’opera che avvolge completamente lo spettatore, portandolo – prendendo in prestito un concetto tipicamente futurista – “al centro del quadro”.
 
L’installazione della mostra si svilupperà, poi, lungo il perimetro dello spazio, dove l’artista presenterà i suoi lavori più recenti, parte delle serie Screen-Agers, Tall Boys, and Whales e Lakes, accanto a lavori appartenenti alla serie dei primi anni Duemila che presenta le alterazioni sulla Consolle Nintendo, Super Mario Clouds (2002-) e Totally Fucked (2003). Opere che offrono una panoramica completa della poetica creativa di Cory Arcangel degli ultimi quindici anni.

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