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Barolo: Collisioni

La summer of love di San Francisco divampò a partire dal 1967. Per un paio di anni migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo credettero in un futuro migliore. L’apice si raggiunse al Festival di Woodstock che, nel 1969, insegnò a tutti il valore dell’incontro e dell’unione spirituale. Al giorno d’oggi sono molti i festival che, pur dovendo fare i conti con tagli di budget o altri oneri finanziari, diffondono l’amore per la natura e il piacere di ascoltare tanta buona musica insieme ad altri. Un esempio? Collisioni, il festival di letteratura e musica che ogni estate anima le morbide colline di Barolo.

Nato nel 2009 e cresciuto anno dopo anno sino a diventare una delle realtà culturali più interessanti del Paese, ha il pregio di accostare vari generi musicali o letterari, creando incontri inaspettati. Sul loro sito gli ideatori di questo festival spiegano: «Peculiarità del festival è la sua vocazione sociale ed educativa. Tre giorni di incontri e concerti non-stop nelle piazze: Barolo diventa un palcoscenico che ospita dibattiti con premi Nobel, scrittori, giornalisti, attori, in un’atmosfera informale di dialogo costante con il pubblico».

Il 18 luglio arriva una delle rock-band inglesi più amate di sempre, i Deep Purple. La formazione non è più la stessa degli esordi ma i superstiti si divertono ancora a suonare Smoke On The Water o Highway Star. Nei giorni successivi si passerà dai cantautori italiani (Francesco Guccini, Piero Pelù, Vasco Brondi, Francesco De Gregori) alle popstar Mario Biondi o Elisa, senza dimenticare gli eroi dell’hip hop Caparezza e Fedez.

Tradizionalmente Collisioni apre le porte anche agli uomini di penna: intervengono gli scrittori Mauro Corona, James Ellroy, Jonathan Coe e Michele Serra (19/7), i giornalisti Gianni Riotta e Gad Lerner, il fumettista Art Spiegelman. Infine parleranno con il pubblico il regista Ferzan Özpetek e l’attore/drammaturgo Dario Fo.

Ma gli amanti del classic rock più ruspante saluteranno con gioia l’arrivo di Neil Young. Il cantautore canadese ha ispirato la denominazione dell’edizione 2014: Harvest. Questa parola inglese, che significa raccolto, simboleggia lo spirito del festival, ovvero seminare di stagione in stagione per poi raccogliere i frutti del proprio lavoro. E Barolo, con le sue splendide colline, è il posto giusto per farlo.

 

Maurizio Principato