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Baccio Bandinelli. Scultore e maestro (1493 - 1560)

Baccio Bandinelli
, “artista di fama eterna”: è questo il giudizio conclusivo della Vita dedicatagli da Vasari, che la mostra (al Museo nazionale del Bargello di Firenze) intende quasi provocatoriamente confermare per restituire infine al Bandinelli la sua posizione di merito nel panorama della scultura italiana della Maniera e per ristabilire la verità su un artista condannato all’ostracismo dalla critica negli ultimi due secoli, fino ad oggi.

LA MOSTRA presenterà tutte le sue opere di scultura e di pittura il cui trasferimento sia possibile, i disegni e le stampe di sua invenzione, bronzetti, medaglie e un raro modello in cera proveniente da Montpellier. Accanto ai capolavori come il Bacco di Palazzo Pitti, le opere presenti al Bargello, o i rilievi marmorei del coro del Duomo, saranno esposti i busti-ritratto di Cosimo I e il magnifico Mercurio giovanile del Louvre; in pittura, la Leda e il cigno (da Parigi), unico dipinto del Bandinelli sicuramente autografo e mai presentato in una mostra, e il celebre Ritratto di Baccio Bandinelli dell’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston. Saranno esposti inoltre i rilievi (in marmo, stucco e bronzo, provenienti da vari musei esteri) che gli sono riferiti con certezza, o che direttamente derivano da suoi originali, a confronto con studi grafici preparatori. Considerando la ricchezza del materiale, la mostra si estenderà anche in una parte della Sala di Michelangelo, oltre alle due sale solitamente adibite alle mostre temporanee del Bargello. I grandi monumenti pubblici, profani e sacri, necessariamente assenti dalla mostra, saranno ampiamente illustrati e commentati in un’apposita sezione del catalogo, al pari delle opere esposte, e saranno documentati in mostra attraverso un video, realizzato per l’occasione. Per la prima volta, una mostra monografica verrà dedicata a questo “universale artefice” - per riprendere un’altra citazione del Vasari - che fu il “Maestrodi un’intera generazione di artisti e che, insieme a Michelangelo, Raffaello, Vasari e Cellini, ci ha lasciato tra i più estesi carteggi di artefici del Cinquecento.