Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Eventi
  • >
  • Arti a confronto a San Leo

Arti a confronto a San Leo

PARAGONE. antico-contemporaneo

 

Le arti a confronto a San Leo, in una mostra originale, curata da Alessandro Marchi, che presenta una selezione di circa 60 opere poste in dialogo nelle stanze della Fortezza Rinascimentale.
Più di 60 opere d'arte antica, moderna e contemporanea raccolte insieme a guardarsi ed essere guardate.

Non perche' codesta tipologia di mostre va oggi di moda (il successo ad esempio di SINCHRONICITY. Contemporanei da Lippi a Warhol al Museo di Palazzo Pretorio a Prato, dal 25 novembre 2015 al 10 gennaio 2016 a cura di Stefano Pezzato), non per promuovere il contemporaneo tout-court, ma per sollecitare la fantasia, la ricerca, la curiosita di guardare, magari nei giovani: vedere nella realta' coi propri occhi, salendo l'erta del roccione leontino, sino la Fortezza superba rinascimentale.
PARAGONE  e' un tentativo, il tentativo di un percorso a scoprire l'arte nella infinita variabilita' delle sue forme, nella diversita' dei temi e dei materiali.
Il paragone delle arti è una vecchia conoscenza della storiografia artistica: nel tardo rinascimento prese forma come una sorta di vera e propria gara, intentata retoricamente a stabilire la supremazia di una forma d'arte piuttosto che un'altra. Cosi' Leonardo sosteneva la pittura essere superiore a tutte le altre forme d'arte figurativa e la considerava alla sorta di una vera e propria scienza, l'unica che potevasi avvicinare a rappresentare con verita' le opere della natura. Michelangelo sosteneva invece la scultura per la difficolta' dell'agire -del fare- e per la possibilita' di vedere il risultato da molteplici punti di vista: tutt'attorno ad un tutto-tondo.
La questione del primato si risolse in una disputa erudita e tutto sommato sterile e sempre piu' lontana dal reale. 
Rimane pero' il fascino del confronto, tanto per individuare le differenze quanto per stabilire le somiglianze.
Ma a noi preme altro e cioe' sollecitare il corto-circuito del godimento estetico, del piacere che sfocia nella conoscenza.
E poi, ancora di piu' offrire la possibilità di guardare il vero, finalmente allontanandosi dalla realta' virtuale che ci assedia oramai senza respiro. Il pensiero va ai giovani (soprattutto a coloro che, con un neologismo nemmeno troppo elegante, ci stiamo abituando a chiamare i nativodigitali , nati con chissa' quale strana conformazione delle mani... sic ! ).
I nostri ragazzi che si allontanano sempre piu' dalle esperienze fisiche, dal provare dal vivo l'esistenza delle cose: se non toccare con mano (e le opere d'arte, soprattutto quelle antiche meglio non toccarle), almeno toccare con gli occhi... dunque esperire, sperimentare guardando.
Dunque una scelta operata sul conosciuto, grazie alla conoscenza; non a caso la pietra di paragone in natura e' una varieta' di diaspro nero (scientificamente lidite), ancora oggi adoperata per saggiare l'oro, cioe' determinarne il titolo, quindi il valore.
Paragone poi è il titolo di una rivista, fondata da Roberto Longhi nel 1950, che alterna un numero dispari mensile dedicato alle arti figurative ad un numero pari dedicato alla letteratura.
La pietra di paragone anche il titolo di un'opera di Giocchino Rossini: cosa di piu' allettante che affiancare la musica alle arti sorelle dell'immagine ?

Poiche' i territori dell'arte antica (e forse in maggior misura e vastita' quelli del contemporaneo) sono assai ampi o troppo esplorati, ci siamo concentrati -o costretti- su un tema, o meglio un genere, la cosiddetta natura morta o natura in posa, che nonostante vari momenti di celebrita' -almeno nell'arte antica- oggi la si puo' dire un poco trascurata. Relativamente trascurata nelle ricerche di storia dell'arte, forse di piu' in ambito di esposizioni dedicate.
La natura morta, circoscritta ad un ambito territoriale fra Romagna e Marche (nelle terre dei Montefeltro e dei Malatesti, come vogliono le felici circoscrizioni a scopo turistico), dal Seicento all'Ottocento, attingendo a collezioni pubbliche e private appunto dislocate in codesti territori o distretti culturali (che, ai fini della filologia artistica, diventano un contesto specifico).
Un tema affascinante assai, per le potenzialita' insite nel confronto col contemporaneo, non solo con la pittura o la fotografia.
Pietra di paragone saranno le stanze della fortezza, il piu' possibile nude, nella specificita' del loro impianto architettonico: ma il nero della pietra originaria non potra' esser riproposto sui muri, che per contrasto e trasposizione concettuale sono e rimarranno bianchi, ed il bianco -nonostante nell'accezione comune lo si consideri un colore neutro- e' invece un vero colore al pari del nero, e tutti siamo abituati a saggiare il valore di una figura sul bianco.


Gli ARTISTI DI PARAGONE:

ANTICHI:

Daniel Seghers
Erasmus Quellinus II
Paolo Antonio Barbieri
Pittore di Matelica
Tommaso Realfonzo
Arcangelo Resani
Carlo Magini
Giacomo Recco
Giovan Battista Ruoppolo
Bartolomeo Bimbi
Nicola Levoli
Antonio Dori
Assunta Dori
Giovanni Segantini


CONTEMPORANEI:

Massimo Pulini
Marcello Landi
Erich Turroni
Verter Turroni
Massimiliano Fabbri
Cesare Reggiani
Sergio Monari
Giulia Marchi
Marcello Galvani
Alessandra Bonoli
Paolo Serra
Valentina D’Accardi
Bruno Cerboni Bajardi
Giuseppe De Mattia
Raniero Bittante


Mostra a cura di
Alessandro Marchi

 

Mostra organizzata da 
COMUNE DI SAN LEO
POLO MUSEALE DELL'EMILIA ROMAGNA
Direzione della Fortezza di San Leo

 

Con il sostegno di 
COMUNE DI SAN LEO

 

in collaborazione con 
SAN LEO 2000

Altre informazioni utili: 

Per informazioni: Ufficio Turistico I.A.T. Numero Verde Gratuito 800/553800; Tel. 0541/926967; info@sanleo2000.it; www.san-leo.it; Facebook Città di San Leo