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APPIA ANTICA: CIRCO E VILLA DI MASSENZIO, SEPOLCRO DI CECILIA METELLA, VILLA CAPO DI BOVE

Circo e Palazzo Imperiale di Massenzio

A differenza del Circo Massimo, il Circo di Massenzio è strettamente legato alla persona dell’imperatore ed alla sua residenza extraurbana tra il II e il III miglio della via Appia.
Dell’impianto, lungo complessivamente 520 m e largo 92 m, si conservano le due torri ai lati, da cui partivano i cavalli, le gradinate che accoglievano fino a 10.000 spettatori, e la spina, intorno alla quale i carri compivano i sette giri della corsa. Al centro della spina era collocato un obelisco che fu poi destinato, nel 1650, ad abbellire la Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona.
La residenza imperiale fu edificata su una villa del II secolo, appartenuta forse all’uomo politico e retore greco Erode Attico, a sua volta costruita su una villa di età repubblicana.

Mausoleo di Cecilia Metella

Datato all’inizio dell’età imperiale, tra il 25 e il 10 a.C., è’ il più noto sepolcro della via Appia, simbolo stesso della “regina viarum”. Al di sopra di un alto basamento quadrato in calcestruzzo, poggia un corpo cilindrico di 30 metri di diametro; nella parte superiore del tamburo corre un fregio in marmo greco decorato con teste di bue alternate a ghirlande, per il quale in età medievale fu attribuito alla zona il toponimo di “Capo di Bove”. Dal lato dell’edificio rivolto all’Appia, sotto un trofeo di armi che richiama le glorie belliche della famiglia, si trova l’iscrizione dedicatoria a Cecilia Metella.

Complesso di Capo di Bove

Si tratta di un’estesa area verde comprendente un edificio principale su tre livelli e uno secondario con funzione di dépendance della villa. Recentemente è stato portato alla luce un complesso termale del II secolo d.C. La tecnica costruttiva e alcuni materiali rinvenuti, potrebbero far prudentemente ipotizzare che l’impianto possa essere stato di pertinenza dei vasti possedimenti che Erode Attico e Annia Regilla avevano nella zona. L’edificio principale, costruito sopra una cisterna romana, fu trasformato nel secondo dopoguerra ed oggi ospita gli uffici della Soprintendenza, una sala conferenze e l’archivio di Antonio Cederna che gli eredi hanno donato allo Stato.

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