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Alessia De Montis: To be apple or not to be apple

Oltredimore presenta la mostra personale di Alessia De Montis “To be apple or not to be apple. Un dubbio amletico dell’amore Platonico”. Una serie di opere inedite, fotografie, video e installazioni, alcune delle quali interattive, frutto di un progetto iniziato dall’artista nel 2012 a New York, che parte dalla grande illusione dell’esistenza dell’“altra metà”, che mai combacerà perfettamente, come solo possono le due parti di una stessa mela. L’arte di Alessia De Montis è un’indagine sui dilemmi e misteri che affascinano e accompagnano l’uomo nel corso della vita in un processo di maturazione senza termine.

LA MELA. Nel progetto in mostra, Alessia De Montis eleva una semplice mela a protagonista del sentire umano rimescolando riferimenti culturali del tutto eterogenei, fagocitando e sfatando miti e cliché: da emblema del peccato originale a pomo della divina discordia, da metafora platonica del perfetto amore a strumento di conoscenza per la scoperta della gravità, da simbolo della più viva e folle città statunitense a quello dell’informatica più evoluta … La mela diventa anche oggetto di crudeltà distruttiva, sfregiata con un colpo letale inferto con mira precisa. In un solo istante tutto è perduto, rimane l’orrore di quanto è compiuto: le due metà separate per sempre che indicano il fallimento di qualcosa che è andato perduto. E non bastano le manipolazioni successive, la creazione della materia nuova per rinsaldare quanto si è spezzato, per creare un’altra metà a nostra immagine e somiglianza. A conti fatti l’aderenza perfetta delle due metà si rivela un’ illusione. Attraverso i tre concetti chiave “Accettare, manipolare, cuocere” l’artista ci ricorda il nostro ruolo attivo nella personale ricerca della consapevolezza emotiva ed emozionale. L’accettazione del limite umano dura un istante ma richiede il coraggio di imbracciare “l’accetta” per dare un taglio netto al nostro ego e alle nostre proiezioni, che sono alla base dei fallimenti di tutto il nostro agire e delle relazioni basate su di esse. La mela della De Montis urta, provoca e affascina causando moti interni che non si esauriscono nell’immediato, e il pubblico stesso è chiamato ad entrare in relazione con le opere.