Milano 2015. La Milano che verrà
I Mercoledì del Touring vi aspettano per un nuovo appuntamento del ciclo In Viaggio con l'autore. Le grandi città dell'Expo.
Milano fa il bis, meglio: il tris. Dopo le Expo universali del 1881 e 1906, i riflettori si accenderanno nuovamente nel 2015 quando, per sei mesi, la città si trasformerà in una gigantesca vetrina sul mondo con un'altra rassegna internazionale. Expo 2015. Sembra lontano. Non lo è. Sembra un sogno, forse gli assomiglierà: una Milano nuova, più bella, più accessibile, divertente, confortevole, alta ma anche verde, per i milanesi e per chi la visita, spesso troppo di fretta. Impossibile, al momento attuale, dire come diventerà Milano, fra cinque anni. Il progetto iniziale (del quale vedremo una simulazione virtuale, realizzata dal team della società Arpanet) sarà modificato, ridotto, elaborato e soggetto di dibattito. Ma è accaduto altre volte, ad altre esposizioni che si sono scontrate con la storia e con le crisi economiche e non desta grandi preoccupazioni il taglio di alcune opere, prima fra tutte la torre che avrebbe dovuto divenirne il simbolo. L’architetto milanese Stefano Boeri, che sta redigendo con quattro colleghi di fama internazionale il piano urbanistico per il sito espositivo, ha parlato di Expo rivoluzionaria ma sobria e le due parole sposano, nell’apparente contraddizione semantica, il tema scelto per Milano 2015: l’alimentazione.
Il cibo, inteso nella sua accezione più grande: argomento affascinante, spinoso, dialogante, però, con il tema sotteso ad ogni Esposizione Universale rimasta nella storia, quello dell’urbanistica, della sfida di ideare una città del futuro che deve restare un lascito «emblematico» di una visione sulla città, che vincerà se proporrà non solo un modo di costruire, ma, soprattutto, un nuovo modo di abitare la città.
Per tutti noi, ma soprattutto per i bambini, che oggi lo sono e nel 2015 non lo saranno più e per quelli che verranno – residenti, viaggiatori o semplici curiosi – e vedranno una Milano diversa, contemporanea, vivibile, moderna, allegra e sicura. Pulita e decisamente più verde, estesa verso il cielo con nuovi palazzi, ma connessa e orizzontale. Una Milano dove si potrà passeggiare e andare – finalmente – in bicicletta. Una Milano per gli anziani, i bambini, i genitori, i single, le coppie, gli amici, gli innamorati. Una Milano che saprà mettere in luce i tesori che già possiede e quelli che avrà. Utopia? Forse, ma tutte le Esposizioni Universali, da quella prima volta che la regina Vittoria immaginò la sua nuova Londra, sono sempre nate da un primo pensiero, un’idea. Anzi, diciamolo: un sogno. Che per molte città è diventato straordinaria e allora impensabile realtà.
Fonte dell'immagine: Herzog & De Meuron
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