Bruxelles 1958. Tra scienza e tecnologia
I Mercoledì del Touring vi aspettano per un nuovo appuntamento del ciclo In Viaggio con l'autore. Le grandi città dell'Expo.
Se a Londra c’era la regina Vittoria, a Bruxelles, nel 1958, a fare gli onori di casa c’era l’allora giovane Re Baldovino che spiegando ai “sudditi” il tema scelto per quell’Expo - “Valutazione del Mondo per un mondo più umano” - ne illustrava, pur con una certa regale retorica, l’alto valore simbolico. Stava inaugurando la prima, vera, Esposizione Universale di taglio internazionale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Dopo la lunga parentesi di una guerra che aveva lasciato ferite profonde, “Bruxelles 1958” volle farsi simbolo della ricostruzione nell’era dell’atomo: una città artificiale di 200 ettari mise in risalto un nuovo umanesimo guidato però dalla scienza e che l’Expo sintetizzò con il messaggio “Bilancio di un mondo, per un mondo più umano.”
Come avvenne a Parigi con la Tour Eiffel, anche Bruxelles volle dotarsi del “suo” monumento: ecco l’Atomium, progettato dall’architetto André Waterkeyn. Divenne la principale attrazione e, pur non assumendo il ruolo di icona come la consorella francese, con l’idea che sarebbe durato per 6 mesi, è ancora oggi il luogo-simbolo della Bruxelles contemporanea. La possente costruzione in acciaio è composta da 9 sfere che rappresentano la riproduzione di una molecola di cristallo ingrandita 165 miliardi di volte. L’Atomium affascina il visitatore con le sue sfere dal diametro di 18 metri, collegate da scale mobili e da scale dalle quali, tramite finestre e oblò, è possibile guardare il panorama sottostante.
Ma Bruxelles è anche altro: la Casa dello Spettacolo La Bellone (46, rue de Flandre), ad esempio, incrocio tra forum delle arti sceniche, è uno dei luoghi che meritano una visita semplicemente per la facciata del XVII secolo e per il Bellone Café; il quartiere di Saint-Gilles, assente dalle guide turistiche, ci regala il museo all’interno della casa di Victor Horta (padre dell’art nouveau), la Chiesa di Saint-Gilles (che dà il nome al quartiere), la fontana con la “Porteuse d’eau” (simbolo della zona) e il lussuoso municipio, l’Hotel de Ville di Saint-Gilles. Bruxelles significa anche birra, da gustare nel famoso locale Chez Moeder Lambic in rue de Savoie, dove se ne possono trovare più di mille varietà differenti. Se si escludono le sfere dell’Atomium, poco o nulla è rimasto da quell’esposizione, se non il profumo di cioccolato, che avvolge turisti e viaggiatori non appena sbarcano in città, in memoria, forse, delle cinque tonnellate giornaliere che vennero prodotte nel 1958.
PRENOTAZIONE
Le prenotazioni sono aperte dal 09 febbraio 2010 .
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