L'Aquila è una città di 72.946 abitanti, capoluogo della regione Abruzzo e dell' omonima provincia.
Situata sul declivio di un colle, alla sinistra del fiume Aterno ed in posizione panoramica rispetto al massiccio del Gran Sasso, conta una presenza giornaliera sul territorio di oltre 100.000 persone per studio, attività terziarie, lavoro e turismo. La città è sede di Università e di numerosi enti ed associazioni che la rendono vivace sotto il profilo culturale.
L'Aquila è posta nell’entroterra abruzzese e possiede una superficie comunale di 467 km² che, su scala nazionale, la pone al decimo posto per ampiezza dopo Roma, Ravenna, Cerignola, Noto, Sassari, Monreale, Gubbio, Foggia e Grosseto.
Proprio a causa dell’estensione del territorio sparso su una zona montuosa interna, L’Aquila dispone di una rete infrastrutturale e di servizi di ardua e complessa amministrazione. Il capoluogo infatti conta più di dieci cimiteri, diversi depuratori, decine di complessi scolastici, quasi 3.000 km di strade e molte migliaia di km di reti impiantistiche. L’Aquila oltretutto è divisa in 59 tra quartieri e frazioni ( vedi elenco ).
Alle ore 3:32 del 6 aprile del 2009 la città è stata colpita da un terremoto di 5,8 gradi della scala Richter (6,3 della scala Momento ) che ha provocato 299 morti, 1500 feriti e 60000 sfollati circa; il crollo totale o parziale di numerosi edifici e il danneggiamento di gran parte del centro storico.
Una seconda forte scossa, di magnitudo 5,3 della scala Richter, ha colpito nuovamente la città alle 19:43 del 7 aprile, provocando il crollo della cupola della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, già fortemente lesionata dall'evento del giorno precedente, pur senza causare vittime. Nei giorni a seguire, decine di altre scosse sismiche hanno seminato preoccupazione tra la popolazione sfollata.
L'Aquila è situata in una conca sulle sponde del fiume Aterno, ad un'altitudine di 721 metri sul livello del mare che la rende terza tra i capoluoghi italiani più alti dopo Enna e Potenza. Ad oggi, il tessuto urbano si estende in maniera disomogenea lungo la direttrice ovest-est, parallelamente al percorso del fiume.
Confina dal versante reatino con i comuni di Antrodoco e Borgorose, dal versante teramano con Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso d'Italia e Pietracamela e dal versante propriamente aquilano con Barete, Barisciano, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Fossa, Lucoli, Magliano de' Marsi, Ocre, Pizzoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito e Tornimparte.
Il clima è rigido, con temperature che nei mesi invernali hanno raggiunto il record di -27,8 °C, registrato nel piccolo scalo periferico di Preturo nel gennaio del 1985. Nel periodo estivo, invece, si arrivano a sfiorare e talvolta a superare i 30 °C. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti (circa 750 mm annui), ma meno che in territori posti più in basso ma meglio esposti alle perturbazioni, e concentrate soprattutto in autunno e in primavera.
In inverno la neve è frequente e può permanere al suolo per diversi giorni. Data la sua posizione nel cuore della vallata, racchiusa da alti rilievi, le escursioni termiche tra il dì e la notte in periodi di alta pressione possono essere molto elevate.
Molto sviluppati i boschetti di pioppi, di carpini e di cerri. Sono presenti, nell'areale, il nocciolo, il castagno (che forma umbratili boschi), l' acero (spesso presente con esemplari mastodontici). Solo grazie a rimboschimenti sono presenti il pino nero, l' abete rosso, e il larice.
Tra gli arbusti possono essere menzionati il ginepro, il mirtillo (commestibile), la belladonna (di aspetto simile al mirtillo ma velenoso o addirittura mortale), l' agrifoglio.
Le fioriture sono caratterizzate da gigli (specie protetta da una Legge Regionale dell'Abruzzo), campanule, sassifraghe, primule, genziane, garofanini e numerose orchidee. Menzione a parte merita la stella alpina appenninica, una pianta rarissima sulle montagne dell' Appennino.
L'esponente più imponente della fauna della Marsica è l' orso marsicano, una sottospecie di orso bruno, endemica dell'Appennino, di taglia relativamente ridotta. Presenti anche nella Marsica esemplari di lupo appenninico. Altri mammiferi di rilievo nel Parco Nazionale d'Abruzzo sono il gatto selvatico, il cinghiale, il daino ed il capriolo. Diffuso nella zona marsicana del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, specie in zona camosciara è il camoscio, reintrodotto in tempi relativamente recenti.
Fra i rapaci meritano menzione l' aquila reale, il falco, la poiana comune e lo sparviero. Spicca, fra gli altri uccelli, la presenza del gracchio alpino e del picchio.
Fra i rettili va segnalata la vipera comune. Staziona nelle pietraie, vicino ai corsi d'acqua e nelle zone di bassi cespugli di ginepro.