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Certosa di Pavia

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27012 Certosa di Pavia località Monumento 4 (Pavia)
Telefono: 0382925613
Uno dei più conosciuti monumenti italiani, eretto per volere di Gian Galeazzo Visconti nel 1396 come mausoleo di famiglia, deve il progetto iniziale a Bernardo da Venezia e Giacomo da Campione. Completato intorno al 1452 il monastero, nel 1462-64 veniva avviata la definitiva ricostruzione dei chiostri e nel 1473 si terminò il corpo della chiesa, cui fu aggiunta successivamente la facciata. Per un vestibolo ornato di affreschi del '500, si entra nel cortile: sulla sinistra, sala di vendita di liquori e ricordi della Certosa; sulla destra, l'edificio barocco della Foresteria*, di Francesco Maria Richini (1625). In fondo splende la facciata** marmorea della chiesa. Vi lavorarono dal 1473 al 1499 Antonio e Cristoforo Mantegazza e Giovanni Antonio Amadeo, e poi nel '500 Cristoforo Lombardo che eresse la parte superiore, incompiuta. La parte inferiore è la più ricca di marmi e sculture; da notare i medaglioni del basamento, imitati da monete romane. Seguendo il lato esterno dell'edificio fino all'abside, interessante vista sul complesso e il vario gioco degli elementi architettonici. L'interno, nello stile di transizione dal gotico al rinascimento, è a tre navate su pilastri, fiancheggiate da cappelle, con volte a crociera; la cancellata che chiude in fondo le navate è del 1660. Cappelle di sinistra: nella 2ª, polittico con Padre Eterno*, del Perugino (1499), e Dottori, del Bergognone; nella 6ª, S. Ambrogio e Santi*, del Bergognone (1490). Cappelle di destra: sopra la porticina della 7ª, due affreschi del Bergognone; nella 5ª, tavola (S. Siro e 4 Santi*) del Bergognone (1491); nella 4ª, Crocifissione*, del Bergognone; nella 2ª, polittico di Macrino d'Alba (1496) e del Bergognone (Evangelisti). Transetto sinistro: nella conca dell'abside, affreschi* (Incoronazione di Maria con Francesco Sforza e Ludovico il Moro; Angeli) del Bergognone; davanti all'altare, due candelabri* in bronzo di Annibale Fontana (1580); nel mezzo della navata, statue tombali di Beatrice d'Este e Ludovico il Moro*, di Cristoforo Solari (1497). Nella Sagrestia Vecchia, il polittico* in avorio con Storie di Cristo, della Vergine e la Leggenda dei Magi, di bottega degli Embriachi. Presbiterio: alle pareti, affreschi di Daniele Crespi (1630); stalli del coro* intagliati e intarsiati (1498); ricchissimo altare maggiore (sec. XVI-XVII). Nella Sala del Lavabo: la Madonna col Bambino, affresco del Luini, e un lavabo di Alberto Maffioli (1489; i rilievi nella lunetta sono di scuola dei Mantegazza). Transetto destro: sepolcro di Gian Galeazzo Visconti*, di Gian Cristoforo Romano e collaboratori; nell'abside, affreschi* (Gian Galeazzo presenta alla Vergine il modello della Certosa; Angeli) del Bergognone; sull'altare, Madonna e Santi*, di G.B. Crespi il Cerano. Dal transetto destro si entra per una porta*, scolpita dai Mantegazza e dall’Amadeo (1466), nel Chiostro piccolo* (1462-72), il punto più caratteristico della Certosa, con vista* del fianco e del tiburio della chiesa. Da una porta si accede al Refettorio con una Madonna del Latte del Borgognone, e infine nel Chiostro grande, da dove si visitano alcune delle 24 celle dei Certosini che incantarono Le Corbusier per l'equilibrio e la funzionalità.

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