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San Leo

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San Leo (RN)
Sorge su un enorme masso roccioso, in gran parte inaccessibile, con pareti a strapiombo sul corso inferiore del Marecchia. Detto ciò, è comprensibile che fin da tempi remoti sia stato scelto prima come luogo di rifugio e poi roccaforte. Ancor oggi vi si accede da un'unica strada intagliata nella roccia. A frequentarlo furono gli Umbri-Sabelli, seguiti da Etruschi, Galli e Romani. Di conio latino è l'antico nome del luogo, «Mons Feretrius», da cui Montefeltro, passato al territorio; San Leo, invece, fu il suo evangelizzatore, nel IV secolo dopo Cristo. Di origini medievali è il Forte, che domina la rupe, compiuto dall'architetto senese Francesco di Giorgio Martini nel Quattrocento: tra le massime fortezze italiane dell'epoca, ha pianta triangolare, sulla quale s'innestano due poderosi torrioni; all'interno, ambienti suggestivi in parte adibiti a corte ducale; dagli spalti, magnifica vista sull'abitato e le alture circostanti. Nel borgo murato risaltano la Pieve, vigorosa costruzione preromanica, e il Duomo romanico, in pietra arenaria dal colore dorato. Per definire l'antico rango di San Leo basti dire che all'epoca di Berengario da capoluogo della contea del Montefeltro per due anni, dal 962 al 964, divenne capitale d'Italia.

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