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Trapani

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Trapani (TP)
Allungata su di un promontorio, all'estremità occidentale della Sicilia, Trapani fu un importante scalo marittimo e un apprezzabile polo industriale sino a tempi non lontani; la chiusura dello storico porto Lilibeo nello Stagnone (la stupenda laguna che si stende a nord di Marsala), operata nel tardo '500, indirizzò infatti i traffici marittimi del Mediterraneo occidentale sullo scalo di Trapani, che le industrie di conservazione del pesce e i cantieri navali sostituitisi all'arte del corallo resero prospera nel XVIII-XIX secolo. L'originario villaggio sicano di Drapano o Drepano fu dai greci chiamato Drepanon (falce), senza alcun riferimento alla forma del promontorio, che allora era costituito da un piccolo arcipelago di scogli e isolette. Emporio e scalo strategico sulle rotte commerciali mediterranee, crebbe d'importanza nell'VIII secolo a.C. con i fenici: il porto di Trapani divenne infatti base navale e caposaldo del sistema difensivo punico in Sicilia. Nel III secolo a.C., con la conquista romana della città, che aveva visto incrementare la popolazione per il trasferimento degli ericini a valle, iniziò però un lento e progressivo declino, che si protrasse fino in età bizantina. L'invasione araba dell'isola diede a Trapani, a partire dal IX secolo, un nuovo periodo di floridezza; e proprio con gli arabi la città venne ricostruita, assumendo gli elementi caratteristici dell'urbanistica islamica, ancora visibili nel tortuoso tessuto viario delle aree centrali, fatto di vicoli e cortili che scavano gli isolati, e che accomuna questa città a quelle della vicina sponda africana. Tale periodo di prosperità continuò anche dopo la conquista normanna, con lo sviluppo delle attività commerciali e marinare, accompagnate dalla sapiente manifattura artigianale locale del corallo e dell'oreficeria. Il conseguente incremento demografico stimolò Giacomo II d'Aragona (1286) ad ampliarla ulteriormente, organizzando nuovi spazi insediativi con la bonifica dei terreni limitrofi alle vecchie mura: la rimanente fascia costiera a nord venne così urbanizzata, con l'apertura di un asse viario denominato Rua Nova (odierna via Garibaldi), mentre a ovest, al vecchio nucleo medievale, venne addizionato un nuovo quartiere - detto Palazzo – formato dai quartieri del Casalicchio (poi S. Pietro) e di Mezzo (poi S. Nicola). Nello stesso periodo venne avviata la costruzione del nuovo sistema difensivo, che inglobò le aree di espansione e si dotò a nord-est di un fortilizio (castello di Terra). La saturazione delle aree rimaste libere si ebbe fra il XIV e il XV secolo, con l'inserimento nel tessuto cittadino delle grandi fabbriche conventuali. Nel '500, un piano di ammodernamento promosso da Carlo V dotò la cinta murarla di possenti bastioni e isolò la città dalla terraferma per mezzo di un canale navigabile, che collegava l'insenatura del porto con quella delle mura cosiddette di Tramontana e che, interratosi, si fa oggi corrispondere con via XXX Gennaio. Fu definito così un impianto urbano che rimase inalterato fino al XIX secolo, quando, con l'abbattimento delle mura nel 1862, ebbe inizio una nuova fase di espansione della città, per reperire aree edificabili nell'entroterra, che si concretizzò lungo l'asse principale di via G.B. Fardella, prolungato oggigiorno fino alle falde del monte Erice. La ricostruzione seguita ai bombardamenti del 1940-43, accompagnata da nuove esigenze urbanistiche, ha contribuito a spostare definitivamente il peso degli interessi fuori della città storica, sconvolgendo l'assetto territoriale della Trapani attuale: il mare, le saline e le fertili «Senie» (orti irrigui secondo il sistema tradizionale arabo) risultano ormai in gran parte divorati dall'espansione speculativa.

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