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Savona

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Savona (SV)
Risalendo nel tempo ai primordi cittadini, la storia ci ricorda l’esistenza in epoca romana di due distinti centri: Savo e Vada Sabatia: l’una arroccata intorno alle primitive fortificazioni del Priamàr, l’altra più aperta e pianeggiante. Finché durò l’ordine imperiale, lo sviluppo maggiore spettò a Vado che presentava maggiori opportunità di approdo e più estesi spazi portuali. Ma nell’alto medioevo i bizantini trovarono più strategico difendere e valorizzare la rocca savonese. Così l’attuale capoluogo assunse l’egemonia che mantenne fino al 1528, anno della sottomissione politica a Genova, quando furono demolite le mura, gli edifici medievali della rocca, inclusa la cattedrale, i quartieri residenziali ai suoi piedi, e interrato il porto. Nei secoli successivi Savona, non più protagonista della grande storia, fu assorbita nell’orbita della Repubblica di Genova fino alla fine dell’ancien régime. Nonostante il baluardo difensivo del Priamàr, infatti, Savona non fu in grado di frenare l’avanzata di Napoleone Bonaparte, che durante la prima Campagna d’Italia scelse proprio il corridoio del colle di Cadibona per penetrare nella penisola. Con la Restaurazione, Savona e il suo porto diventarono il naturale sbocco a mare del Regno di Sardegna, e dal 1815 si può datare il rilancio del porto. Oggi, nell’era post-industriale, il confronto fra Savona e Vado si ripresenta, ma all’antico dualismo è succeduta una più costruttiva complementarietà. Ai moderni traffici marittimi Vado può offrire le infrastrutture per un efficace sviluppo portuale, mentre a Savona, stretta fra spazi più angusti, possono centralizzarsi altre funzioni, in primo luogo quella turistica e della nautica da diporto. Alla cinquecentesca rocca del Priamàr, oggi cittadella della cultura, e al nucleo antico retrostante, è affidato il ruolo di difendere la memoria storica e artistica di questa città moderna e, insieme, antica.

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