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Correggio

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Correggio (RE)
Sorta sulle terre emerse dalle paludi, tra il torrente Crostolo e il fiume Secchia, da cui il nome “Corrigia” (stretta lingua di terra), fu abitata in età romana e divenne poi pieve e caposaldo longobardo. Castello dei Canossa, Correggio fu feudo dall’XI secolo della famiglia che ne prese il nome, appunto i Da Correggio, rivali degli Estensi e dei Visconti, nonché signori per breve tempo anche della città di Parma. Nel 1452 ottenne dall’imperatore Federico III il titolo di contea, e fu poi elevata a città nel 1559. Durante il Rinascimento fu piccola ma raffinata corte, che accolse poeti e letterati quali Ludovico Ariosto, Pietro Bembo, Torquato Tasso, Pietro Aretino. Deposto l’ultimo dei correggeschi, nel 1631 il feudo venne aggregato al ducato di Modena, sotto cui rimase fino al 1860 quando, con l’annessione plebiscitaria dell’Emilia, anche Correggio entrò a far parte del Regno d’Italia. Le redini politiche rimasero in mano al blocco clerico-moderato fino al 1919, quando i socialisti conquistarono il seggio elettorale. La reazione fascista portò a violenze e assassinii (le prime due vittime già nel dicembre 1920); il conseguente, diffuso sentimento antifascista si concretizzò in una larga partecipazione popolare alla guerra di Liberazione. Lo sviluppo economico del Novecento si è basato sulla piccola imprenditoria, in particolare specializzata in materie plastiche. Nella storia, la città ha dato i natali al pittore Antonio Allegri, detto il Correggio (1489-1534), ai musicisti Bonifazio Asioli (1799-1882) e Claudio Merulo (1533-1604) e, espressione della cultura contemporanea, allo scrittore Pier Vittorio Tondelli (1955-91) e al cantautore Luciano Ligabue (n. 1960). Ricca di strade porticate e scorci suggestivi, oltre che di testimonianze del ruolo ricoperto nei tre secoli di signoria dei Da Correggio, è il centro più importante della provincia di Reggio dopo il capoluogo. Il nucleo storico è ancora ben conservato all’interno del circuito delle antiche mura (1452), sostituite dai viali di circonvallazione, che hanno riunito i tre rioni formativi dell’abitato: Castelvecchio, Borgovecchio e Borgonuovo. Spina dorsale del centro è corso Mazzini, che riprende la forma circolare del terrapieno posto a difesa della primitiva rocca, separando l’area di questa dal borgo commerciale e artigianale (Borgovecchio), sorto a settentrione nei secoli XII e XIII (mentre nel XV secolo, intorno al complesso di S. Francesco, a occidente, verrà a formarsi il Borgonuovo). Forma un gomito con l’asse costituito da corso Cavour-piazza S. Quirino-via Antonioli, che riunisce in poche decine di metri i simboli della religione, della storia e della cultura della città: il teatro, il palazzo dei Principi e la basilica di S. Quirino con la torre civica. A nord del centro storico della città si incontrano, invece, alcuni casini signorili e ville: in via Carletti sono da segnalare villa Taparelli (prima metà del XIX secolo) e villa Saccozzi-Recordati (secoli XVI-XVII), casino di campagna dell’ultimo principe di Correggio.

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