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Brisighella

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Brisighella (RA)
È il principale centro della valle, nonché piacevole località di villeggiatura dall'aspetto caratteristico, apprezzata per la sua gastronomia e le acque curative sfruttate da un moderno centro termale. Inconfondibile il suo profilo, dominato da tre colli, in cima ai quali si ergono gli edifici più rappresentativi.

Domina la prima altura la torre dell'Orologio, di forme ottocentesche (la scalinata è del 1951-52), ma di fondazione medievale. Edificata da Maghinardo Pagani di Susinana nel 1290, ospita un'esposizione di orologi e vari strumenti di misurazione (riproduzione del pendolo di Foucault).

Il secondo poggio, 'Frisone', è sormontato dalla maestosa Rocca, eretta nel 1310 da Francesco Manfredi e poi rimaneggiata da Astorgio II Manfredi (a partire dal 1457) e dai veneziani, che costruirono la torre maggiore (1503) a cinque piani. Il complesso oggi ospita il Museo del Lavoro contadino nelle Vallate del Lamone, Marzeno, Senio, allestito dalla Comunità montana, che ricrea i locali della casa contadina ed espone gli attrezzi del lavoro di contadini, piccoli artigiani e cavatori di gesso.

Il terzo colle, Monticino, accoglie il santuario della Madonna, tempietto settecentesco (ristrutturato nel 1964) che ospita una Madonna col Bambino in cotto (seicentesca, forse di scuola imolese).

Ai piedi della torre dell'Orologio si articola la parte più caratteristica del borgo, dove si svolgono le manifestazioni della famosa festa medievale di Brisighella. Ai suoi margini si trova piazza Marconi, dominata dal Municipio (1825-28) di forme neoclassiche; attigua è la pittoresca via degli Asini*, così chiamata perché da qui partivano le bestie da soma destinate alle cave della Vena del Gesso. Sopraelevata e coperta, riceve luce da mezzi archi tutti diversi tra loro e collega le case addossate alla scarpata della roccia. Alle sue spalle si trova il Teatro comunale «Mattia Pedrini» (1832).

Poco oltre si incontra il palazzo dell'ex pretura (ingresso da piazzetta Porta Gabalo), che ospita il Museo civico, dedicato all'artista faentino ma brisighellese d'adozione Giuseppe Ugonia (1881-1944). Oltre alla ricostruzione dello studio, con il torchio originale, sono esposti numerosi lavori di grafica (incisioni, litografie e acquerelli) di questo maestro ancora in parte misconosciuto. Al secondo piano è una raccolta di dipinti provenienti in gran parte da chiese cittadine e del territorio circostante; una grande telaè attribuita al Guercino. Accanto, al N. 5, ha sede lo Spaccio oleario della Cooperativa agricola brisighellese, dove si possono acquistare qualità locali di olio extra vergine di oliva.

Cuore della cittadina è piazza Carducci, più in basso, su cui si affaccia la seicentesca collegiata dei Ss. Michele e Giovanni Battista, opera del fiorentino Gherardo Silvani. L'interno custodisce opere di pregio. Dalla piazza, di fronte alla Parrocchiale, scende via Roma; sulla sinistra un'esposizione permanente chiamata l'«antro di Ermete» presenta la ricostruzione dello studio di san Girolamo (dal celebre quadro di Antonello da Messina).

Via Roma conduce alla chiesa di S. Maria degli Angeli o dell'Osservanza e al relativo convento (XVI secolo). Nell'interno si segnalano, sulla sinistra la cappella di S. Elisabetta, decorata con tempere a muro di Giuseppe Ugonia, mentre nell'abside, dietro il coro, la pala di Marco Palmezzano raffigurante la Madonna col Bambino in trono, angeli e santi e, nella lunetta, il Padre Eterno, del 1520, opera riferibile alla maturità del grande pittore forlivese.

Nei pressi del convento si trova il parco Giuseppe Ugonia, con l'antiretorico monumento al Fante che dorme di Domenico Rambelli.

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