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Scicli

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Scicli (RG)
Piccolo gioiello barocco posto al di fuori dei consueti itinerari turistici, la cittadina, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, si estende dalle ripide pendici delle colline rocciose di S. Matteo, del Rosario e della Croce in una breve pianura. La posizione geografica, il controllo dei fiumi navigabili e della costa determinarono una continuità di insediamento umano, documentata da numerosi ritrovamenti archeologici. Conquistata dagli arabi nell'864, divenne città reale con i normanni, di cui si tramanda una violenta battaglia con i saraceni sbarcati lungo la costa forse per riconquistare posizioni perdute. Lo scontro, risoltosi a favore delle truppe di Ruggero il Normanno, è ricordato dalla presenza del santuario della Madonna dei Milici: eremo fondato nel 1093, in posizione panoramica a sud-ovest di Scicli. A ricordo della vittoria finale contro i saraceni, a cui secondo la tradizione locale si giunse grazie all'intervento della Vergine, ogni anno, in giugno, ha luogo la Festa della Madonna dei Milici, rievocazione storica del combattimento in costumi d'epoca. Il terremoto del 1693 sconvolse la città medievale, sviluppatasi a valle dell'originario borgo fortificato di S. Matteo, e Scicli risorse segnata da una scenografica impronta barocca. In piazza Italia, ricca di palazzi settecenteschi, si può ammirare la chiesa di S. Ignazio, divenuta Matrice nel 1874 in sostituzione della chiesa di S. Matteo; precedente al terremoto, fu ricostruita nel 1751. All'interno conserva la Madonna dei Milici, singolare opera in cartapesta protagonista della Festa, che rappresenta la Madonna su un cavallo bianco con la spada sguainata nell'atto di combattere i saraceni. Dalla piazza si sale alla chiesa di S. Bartolomeo, che all'interno conserva un notevole presepe, oppure si può imboccare via Nazionale, asse ottocentesco della città, da cui si dirama via Duca d'Aosta con il palazzo Beneventano, notevole per le sue originali decorazioni barocche; nel XIX secolo alcuni lavori hanno provocato l'abbassamento del manto stradale, per questo motivo è stato necessario intervenire sulla facciata dell'edificio trasformando in finestre le porte che prima si aprivano sulla strada. Via Mormino Penna è caratterizzata da un susseguirsi di palazzi nobiliari ed edifici ecclesiastici barocchi, mentre in piazza Busacca prospetta l'ex complesso monastico dei Padri Carmelitani, fondato nel 1386, distrutto dal terremoto nel 1693 e ricostruito tra il 1775 e il 1778; la chiesa è opera del 1751. Dalla piazza si può raggiungere, ai piedi delle colline del Rosario e della S. Cassa, in uno dei quartieri più antichi e integri della città, la chiesa di S. Maria La Nova. Da Scicli sono raccomandate due escursioni. La prima è alla chiesa di S. Matteo: risalente all'XI secolo, sorge sul colle omonimo e fu Matrice della città sino al 1874; attualmente abbandonata e priva di copertura, è in stato di grave degrado, ma è molto suggestiva. Più in alto, sulla collina sovrastante, si trovano i ruderi del castello; costruito in posizione inattaccabile, a pianta triangolare, potrebbe essere esistito già nell'864, periodo del lungo assedio degli arabi. La chiesa e l'ex convento della Croce sorgono sulla collina omonima: uno splendido panorama fa da cornice ai resti del grande complesso monastico cinquecentesco, la cui facciata è ornata dagli stemmi gotico-catalani di Scicli e degli Henriquez-Cabrera.

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