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Lavello

localita

Lavello (PZ)
In latino, «labellum» indica abbeveratoio. E dagli abbeveratoi che dissetavano le greggi nella transumanza fra il Tavoliere della Puglia e i monti del Vùlture origina il nome dell'abitato, allungato su una piattaforma alluvionale tra il fiume Òfanto e la fiumara di Venosa. La frequentazione del sito ebbe inizio nel Neolitico antico, ma solo con i Romani si può parlare di un insediamento. Dopo il 1060 Lavello assurse al rango di diocesi, poi fu possesso normanno, svevo e aragonese. Con l'arrivo dei profughi albanesi nella seconda metà del XV secolo, sorse, a sud-est e fuori della cerchia muraria, il quartiere Borgo. All'800 si devono la nascita e lo sviluppo dei quartieri verso ovest, connessi alla ripresa delle coltivazioni cerealicole. Il Municipio occupa parte del Castello, eretto dai normanni e ampliato sia da Federico II sia nel XV secolo; sulla corte interna affaccia una loggia dalle forme durazzesche. Degna di nota, la chiesa Madre dedicata a S. Mauro protettore del centro nel 1654. Lavello è uno dei principali centri agricolo-commerciali del Potentino, specie nei settori cerealicolo, enologico e oleario. Quanto all'artigianato, produzioni di ceramica e lavorazione del legno.

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