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Latronico

localita

Latronico (PZ)
Il paese sorge nell'alto bacino del fiume Sinni, a 888 metri di quota, alle falde del monte Alpi (m 1900), con le sue tre cime innevate per diverse mesi all'anno, sulla strada che collega il golfo di Taranto a quello di Policastro, dunque Ionio e Tirreno, attraverso il massiccio del Pollino. Il toponimo deriverebbe da due termini di lingua greca che sottolineano la collocazione del paese in un luogo appartato. L'abitato è diviso in una parte alta, più caratteristica, e in parte bassa, cresciuta attorno a un antico monastero e nell'Ottocento lungo la strada. Il patrimonio edilizio è nobilitato da un marmo opalescente come alabastro, con venature grigio-azzurre, all'origine di una produzione scultorea che s'apprezza per esempio nella statua del patrono sant'Egidio, custodita nella parrocchiale. Latronico è noto alla comunità scientifica per la caverna omonima dove sono stati rinvenuti resti riferibili all'età del Bronzo, presentati nel locale Museo archeologico. La più recente fortuna turistica di Latronico ha origine nella prima metà del Novecento con la valorizzazione della sorgente termale detta La Calda, favorita anche dalla notevole bellezza del luogo.

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