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Pisa

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Pisa (PI)
La città di oggi si trova nell’entroterra, su un’ansa dell’Arno distante circa dieci chilometri dal mare. Eppure, proprio al mare Pisa deve il proprio splendore storico e il proprio declino.
Fiorente già in epoca romana, la città fu vivacissima di attività marittime durante le età gotica, longobarda e carolingia.
Nell’undicesimo secolo la flotta pisana, alleata con quella di Genova, era già forte abbastanza da scacciare gli arabi dalla Sardegna, e da appoggiare i Normanni nella presa di Palermo.
L'età d'oro della repubblica marinara fu però il dodicesimo secolo, quando Pisa diede il proprio sostegno alla Prima Crociata, mosse guerra ai Saraceni nelle Baleari, e sconfisse Amalfi. Dal Sacro Romano Imperatore, Federico I Barbarossa, la città ricevette la Sardegna in feudo, e il possesso della costa tirrenica da Portovenere fino a Civitavecchia.
Furono questi gli anni del massimo splendore artistico: accanto alla Cattedrale sorsero il Battistero e la famosa Torre.
La ghibellina Pisa, però, stava cominciando ad attirare la rivalità di altre città potenti: Lucca, Firenze e Genova. Dopo le vittorie contro i genovesi (1241 e 1258) e contro Firenze a Montaperti (1260), Pisa avrebbe condiviso il destino di altre città ghibelline dopo la caduta degli Svevi: fu battuta da Lucca e da Firenze a terra, e nella battaglia navale della Meloria (1284) la flotta pisana fu distrutta dai genovesi.
Nel ’300 ebbe inizio il declino della città e del suo impero coloniale. L’arte, però, era ancora di qualità altissima: si completò il cimitero, rinacque l’Università e sulla riva dell'Arno si costruì la chiesa di Santa Maria della Spina. Nel 1406 Pisa cadde definitivamente sotto il dominio fiorentino. Il porto si insabbiò, la zona si trasformò in palude, la popolazione diminuì a 8000 abitanti.
Giorni migliori sarebbero seguiti sotto il Ducato e il Granducato medicei. L'Università si rafforzò, con la creazione del primo orto botanico d’Europa, e Cosimo I de’ Medici fondò l'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, che ridiede prestigio marittimo alla città. Tutto questo avrebbe sempre più accentuato il carattere mediceo granducale che ancora caratterizza la Pisa di oggi.

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