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Vallo di Nera

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Vallo di Nera (PG)
Il paese, frazione dello sparso comune omonimo, sorge sulla sommità di un colle e conserva ancora integro l'impianto anulare del nucleo fortificato del primo Duecento. Strade pianeggianti assecondano le curve di livello, unite da ripidi collegamenti trasversali e chiuse da una cinta muraria rafforzata da torri di difesa, del tempo di Corrado di Spoleto, feudatario del XII secolo. La circolazione interna è esclusivamente pedonale, non per divieti di transito, ma perché gli stretti vicoli, sormontati da continui archi che collegano una casa all'altra, non consentono il movimento delle auto. Attraverso un'ampia breccia praticata nelle mura si raggiunge la chiesa di S. Maria, già di S. Francesco (XIII secolo), con portale a ogiva sormontato da una rosa e, all'interno, un'ampia decorazione a fresco di carattere votivo dovuta ad artisti quattrocenteschi umbri dell'area spoletina (tra cui il Maestro di Eggi e la sua scuola) e marchigiani, tra i quali Cola di Pietro da Camerino; quest'ultimo, assieme a Francesco di Antonio, ha affrescato anche l'abside (1383) con storie di Cristo e della Vergine, santi e profeti. La decorazione a motivi geometrici e floreali della sagrestia data al XV secolo. La parte più alta del colle è occupata dalla parrocchiale di S. Giovanni Battista, costruita nei secoli XIII e XIV (abside), ampliata e parzialmente ricostruita nel '500 (portale e rosone). L'abside è completamente ornata di affreschi di Jacopo Siculo, eseguiti nel 1536 e ispirati alla decorazione absidale del Duomo di Spoleto.
Nel borgo cinquecentesco dei «casali», ora adibito a usi prevalentemente agricoli, si trova la piccola chiesa di S. Rocco preceduta da un portico del 1681 e impreziosita all'interno da affreschi come la Madonna del Latte (secolo XV), stucchi e altre decorazioni a fresco (XVI-XVII secolo).
Lungo la vecchia strada per Castel San Felice sorge l'edicola della Madonna delle Forche, ornata di affreschi attribuiti perlopiù a Jacopo Zabolino (1494).

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