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Preci

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Preci (PG)
Poco discosto dalla strada principale, il paese è sorto nel Duecento come castello di pendio ma, devastato da un terremoto nel 1328 e distrutto dai nursini per due volte (XVI secolo), venne profondamente rinnovato nella seconda metà del '500. Tra XVI e XVIII secolo ebbe fama europea la scuola chirurgica preciana, specializzata in ambito oculistico e nell'estrazione di calcoli e sostenuta dalla 'prepotente' presenza dell'abbazia di S. Eutizio dotata di ospedale e di una ricchissima biblioteca. Nella parte più alta del borgo sorge la parrocchiale di S. Maria (lesionata dal terremoto del 1997), caratterizzata da un portale trecentesco in facciata e da un secondo portale del secolo successivo, ma con elementi precedenti, aperto sul fianco sinistro. All'interno si trovano affreschi frammentari databili al XIV-XV secolo, in parte ancora sotto scialbo; le opere d'arte mobile, invece, come l'armadio reliquiario dipinto dagli Angelucci da Mevale nel 1545, sono state trasferite.
Con una deviazione verso sud-ovest si raggiunge in 4 km Roccanolfi, castello di origine medievale caratteristico per il tessuto edilizio con elementi decorativi tradizionali e per le originarie opere di difesa. Nella parrocchiale di S. Andrea, anch'essa lesionata dal sisma del 1997, sono custodite alcune tavole di un polittico del XV secolo, trafugato nel 1970 e recuperato solo in parte. Proseguendo sulla stessa strada per altri 8 km, si giunge a Poggio di Croce: la pregevole parrocchiale di S. Egidio ha il portico dipinto nel '400; nella chiesa dell'Annunciata è custodita un'opera di Giovanni del Biondo (Annunciazione, 1385).

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