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Passignano sul Trasimeno

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Passignano sul Trasimeno (PG)
L'antico «Passum Jani» (Oasi di Giano) domina dai suoi 289 metri d'altitudine la sponda settentrionale del Trasimeno.
Dalle rive del lago, attraverso un intrico di viuzze tra le case quattrocentesche del nucleo più antico, si giunge alle torri della parte alta, tra cui spicca la trecentesca torre di Ponente, triangolare. L'atmosfera d'altri tempi del borgo antico viene alterata quando nel 1923 si insedia la Società aeronautica italiana (idrovolanti), convertita successivamente in cantiere navale.
Con la crisi delle attività industriali, l'attenzione si è concentrata sul turismo, e il fatto che Passignano sia diventato sede del Servizio provinciale di navigazione non può che aiutare questo aspetto dell'economia.
Dalla nuova parrocchiale (1937) si entra nel centro storico per raggiungere la cinquecentesca chiesa di S. Rocco, di forme rinascimentali e dall'insolito doppio portale. Retrocedendo si sale alla chiesa di S. Bernardino, con facciata del 1573 in arenaria, alla quale si è sovrapposto l'oratorio del SS. Sacramento. Si arriva così in cima al paese, vegliato dalle imponenti vestigia della Rocca.
Accanto al cimitero, l'antica pieve di S. Cristoforo (X-XI secolo), ridotta a chiesa cimiteriale, conserva all'interno un insieme di figure di santi ex voto, affrescate nella prima metà del '400. Usciti dall'abitato si incontra il santuario della Madonna dell'Oliveto, costruito nel 1582-86 per onorare l'immagine sacra di una Madonna col Bambino attribuita a un collaboratore di Bartolomeo Caporali e oggi custodita sul maestoso altare maggiore, opera di Mariotto Radi (1603); inoltre, acquasantiera in marmo di Ascanio da Cortona e tele di Salvio Savini, Benedetto Bandiera e Virgilio Nucci.
Superata la collina di Montigeto, si entra nella valle tagliata dal lunghissimo viale di cipressi della villa del Pischiello, costruita da Uguccione di Bourbon-Sorbello intorno al 1799. La zona era dominata dalla cosiddetta Bastia Corgna, fattoria fortificata poi trasformata in palazzo. Sui colli circostanti i toponimi ricordano la presenza di luoghi fortificati che dovevano proteggere quest'area strategica: sopravvive ancora alla completa rovina la torre pendente del Castello di Vernazzano, tardo-trecentesca, potenziata nel 1457 con la costruzione della rocca. È allo stato di rudere anche la chiesa castellana di S. Michele Arcangelo, ristrutturata nel rinascimento, con il caratteristico vano di sosta per i viandanti.

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