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Cerreto di Spoleto

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Cerreto di Spoleto (PG)
Vera e propria sentinella della Valnerina, posta a guardia della parte più aspra della valle, Cerreto di Spoleto fu munito castello di cui rimangono avanzi delle fortificazioni erette a partire dal XIII secolo e un alto torrione. Nella parrocchiale si vedono affreschi di Felice Damiani (Madonna del Rosario, 1583) e del cosiddetto Pittore di Poreta (Adorazione dei Magi).
Nella sede municipale, invece, sono conservate una Madonna col Bambino e i Ss. Antonio Abate e Lucia di Felice Damiani e una Visitazione (1573) di Camillo Angelucci.
Nella parte bassa dell'abitato sorge il complesso monastico fortificato di S. Giacomo, di origine trecentesca e rinnovato all'interno alla fine del Cinquecento conservando i pregevoli affreschi quattrocenteschi che decorano le pareti. In un ambiente vicino, forse un tempo presbiterio della chiesa più antica, si trovano dipinti riferibili a un artista di scuola folignate (XV secolo). Il monastero è sede del Centro di Documentazione Ricerche antropologiche della Valnerina (CEDRAV), con ricca documentazione multimediale sulle tradizioni popolari e una raccolta di antichi oggetti domestici e da lavoro.
Proseguendo sulla destra del fiume, si raggiunge la galleria scavata sotto il monte Lo Stiglio, accesso alla statale 320 di Cascia che ha sostituito il vecchio tronco da Triponzo. Prima di raggiungere Triponzo, si deve passare un'altra galleria ricavata in una formidabile parete calcarea tagliata dai romani in età repubblicana, come attesta l'iscrizione incisa sulla roccia con i nomi dei questori che sovrintesero all'opera, e usata ancora dalla strada ottocentesca.

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