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Cascia

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Cascia (PG)
Nata in età medievale come castello di pendio, in una posizione favorevole per controllare le vie di collegamento tra la montagna nursina e la campagna romana, la cittadina ha conosciuto nei secoli le distruzioni a opera dei longobardi e dei saraceni, le lotte con Spoleto, la Chiesa, il regno di Napoli, Norcia e soprattutto la forza devastante del terremoto, che ha scandito i processi di rinnovamento urbano. Anche questo spiega perché oggi Cascia presenti un centro storico privo di identità, snaturato dalle moderne trasformazioni dettate dalla necessità di accogliere il sempre crescente flusso di pellegrini devoti a santa Rita, nata nella vicina Roccaporena. Alcuni monumenti ricchi d'arte ci ricordano che Cascia fu il centro politico e culturale del territorio circostante. All'ingresso dell'abitato sorge la chiesa di S. Francesco. Usciti dalla porta orientale si raggiunge l'ex chiesa di S. Antonio Abate (XIV-XV secolo), oggi istituita in museo di proprietà comunale.
Ritornati all'interno delle mura, presso la porta di S. Maria o Leonina, si raggiunge la collegiata di S. Maria, antica pieve eretta nel XII secolo, ampliata nel XV e ricostruita nel 1532; custodisce affreschi databili tra il XV e XVII secolo, tra cui una tavola di Gaspare e Camillo Angelucci (1547) e i Misteri del Rosario di Niccolò Frangipani; in una cappellina è stato collocato il fonte battesimale in cui sarebbe stata battezzata santa Rita nel 1381. Scendendo a destra di S. Maria, con una breve deviazione, si va alla chiesa di S. Margherita, nel cui annesso convento è ospitata una Raccolta etnografica che illustra il ciclo della tessitura domestica. Di nuovo a S. Maria, si raggiunge la basilica di S. Rita, in una successione di palazzi gentilizi più o meno rimaneggiati: palazzo Carli (XVI secolo), sede della Biblioteca comunale e dell'Archivio storico comunale; palazzo Frenfanelli (XVI secolo), ora sede comunale, e palazzo Santi, in cui è allestito il Museo civico.
Si giunge così al cuore religioso della cittadina, caratterizzato dall'imponente basilica di S. Rita, eretta nel 1937-47 dove sorgeva l'antica chiesa agostiniana annessa al convento in cui morì la santa (1457). L'edificio, sovradimensionato rispetto al tessuto edilizio storico, mescola stili di imitazione bizantina e romanica, su progetto dell'ingegnere del Vaticano monsignor Spirito Maria Chiapetta; l'interno è ricco di marmi e decorazioni ad affresco e custodisce, all'altare maggiore, la reliquia del «Corpus Christi»; nella cappella di S. Rita, il corpo mummificato della santa è custodito in un'urna di cristallo legato in argento; gli arredi del presbiterio sono di Giacomo Manzù. Nel monastero sono conservate memorie legate alla vita della santa come la vite da lei piantata, la dimora delle api e la cella dove morì.
Il 17 gennaio i pastori di Cascia e i «Santesi» si riuniscono per festeggiare S. Antonio, protettore degli animali: cavalli, mucche, asini, cani e gatti, benedetti e bardati a festa, possono sfilare in corteo con pari dignità dei propri padroni.
A 5.5 km da Cascia si trova Roccaporena, il paese natale di santa Rita. La casa dove nacque è stata trasformata in chiesa nel 1630 e vicino alla chiesa dove la santa si sposò è stato eretto nel 1946 un santuario con casa del pellegrino.
Il paese è dominato da una roccia a pan di zucchero, detta scoglio di S. Rita perché qui la santa si ritirava in preghiera.

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