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Assisi

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Assisi (PG)
A chi arriva dalla Valle Umbra, via d'accesso preferita, Assisi appare distesa a terrazze sul declivio del monte Subasio, a dominio della campagna tra Topino e Chiascio. Entrando in città si è inevitabilmente investiti da un'atmosfera di memoria francescana alimentata sia dalla letteratura, che ha sempre considerato questo piccolo centro umbro «la città di Francesco», sia dai monumenti che impreziosiscono ogni angolo dell'abitato. Anche Giosuè Carducci fu colpito dalla 'sontuosa religiosità' dei monumenti d'Assisi «Frate Francesco, quanto d'aere abbraccia / questa cupola bella del Vignola, / dove incrociando a l'agonia le braccia / nudo giacesti sulla terra sola!» (Rime Nuove, XV, 1861-67), attribuendo erroneamente al Vignola la cupola di S. Maria degli Angeli; mentre i devoti autentici preferirono guardare alla natura piuttosto che alle chiese, come Dante che per primo (XI canto del Paradiso, 52-54) sottolineò la simbiosi tra topografia ed entusiasmo agiografico, santificando il luogo intero.
Assisi è «[...] trasfigurata dal fascino e dall'incanto che san Francesco e l'antica arte umbra hanno trasfuso in questa terra», come diceva Hermann Hesse nel 1907, e dalle numerose testimonianze storiche che continua a custodire.
La documentazione archeologica è ricca già a partire dall'Eneolitico tardo, passando per l'età del Bronzo e proseguendo fino all'età ellenistica, quando viene definita l'organizzazione urbana terrazzata, di derivazione greca. L'impianto romano è riutilizzato nel XII secolo dal libero Comune ghibellino, che si organizza attorno alla piazza del mercato, alla Rocca imperiale, a S. Maria Maggiore e a S. Rufino.
Nel '200 la piazza del mercato diventa l'ombelico della vita civile e ancora, nel 1228, inizia la costruzione della Basilica francescana fuori le mura alla quale fungerà da contraltare, al capo opposto della città, S. Chiara (1257). Intanto la città conosce un periodo di benessere economico che porta alla crescita demografica, con conseguenti ristrutturazioni edilizie e un significativo ampliamento della cinta muraria (1260 e 1316).
Non mancherà il segno del potere pontificio che, nel '300, dà avvio alla costruzione delle due rocche.
Se il XVII e il XVIII secolo sono stati caratterizzati dalla costruzione di edifici civili e religiosi all'interno del tessuto medievale, l'800 ha promosso una radicale trasformazione della destinazione degli edifici e una spoliazione del ricco patrimonio d'arte dei conventi, incamerato dal demanio. Il movimento francescano, inteso sia come studi che come flusso di pellegrini e turisti, riuscirà a uscire dall'isolamento in cui era stato relegato con il disseppellimento dei corpi di san Francesco (1818) e di santa Chiara (1850). In età postunitaria e nel ventennio fascista, i palazzi pubblici furono oggetto di drastici ripristini neomedievali e gli intonaci delle facciate barocche furono eliminati nella ricerca di effetti 'pittoreschi' e in gran parte falsi.
Nel settembre e nell'ottobre 1997 la città è stata colpita da successive scosse di terremoto, che hanno provocato danni strutturali a numerosi edifici monumentali che, dopo sistematici restauri, sono stati riaperti al pubblico. La bellezza e il valore storico-artistico di Assisi, ratificati nel 2000 dal riconoscimento quale Patrimonio dell'Umanità da parte dell'Unesco, sono 'sopravvissuti' al disastroso evento.

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