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Perugia

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Perugia (PG)
Capoluogo dell'Umbria, Perugia domina dal suo colle un incrocio di valli e di vie di comunicazione, tra val Tiberina e Valle Umbra. Molteplici sono i profili offerti da questa città al suo visitatore, ma il migliore è quello che appare provenendo da occidente: il centro storico appare come una cavea di teatro, alla quale si accorpano le espansioni moderne.
Dalle mura si diramano le cinque «vie regali», che collegavano Perugia con Gubbio, Città di Castello, Cortona, Orvieto e con Foligno e la Flaminia verso l'Adriatico.
Il legame storico tra città e campagna è alla base di un'economia prevalentemente agricola fino al Novecento. La vita industriale, con le fabbriche alimentari e tessili (Perugina, Buitoni, Spagnoli, Ellesse), ha registrato uno sviluppo decisivo negli anni sessanta del '900. Ma Perugia è innanzitutto una città di cultura e universitaria; e la vitalità culturale si traduce in manifestazioni di altissimo livello, con relativi introiti e alterazioni socio-strutturali del centro storico.
Dal IX secolo a.C. la sommità del colle doveva essere occupata da gruppi di capanne, dalla cui unione sarebbe nata la primitiva struttura del centro etrusco. Risalgono a questo periodo le mura in grandi blocchi di travertino (secolo IV-III a.C.) che, con un percorso di tre chilometri, disegnano una sorta di grande trifoglio che cinge due alture (colle Landone e colle del Sole) separate da una sella.
Nel I secolo a.C. Perugia entra nello Stato romano e viene sottoposta a un riassetto edilizio che interessa soprattutto il Foro, cuore rappresentativo della città. In età imperiale si costruisce anche al di là delle mura: l'anfiteatro fuori porta Marzia, le terme nella Conca (II secolo d.C.) e un presunto mausoleo sotto il campanile di S. Pietro. La città continua a crescere all'esterno del perimetro murario anche durante l'età paleocristiana, con la costruzione di edifici di culto che formano quasi una cintura sacra suburbana e fanno da riferimento per l'espansione medievale. La crescita è interrotta bruscamente dalle invasioni barbariche del VI secolo, attratte dalla posizione cruciale della città. Lo sviluppo urbano riprende nell'alto medioevo ed è segnalato dal trasferimento all'interno delle mura della cattedrale di S. Pietro (secolo X). Alla fine dell'XI secolo, il governo comunale dà avvio alla costruzione dei palazzi pubblici, prima quello dei Consoli e del Podestà, poi il palazzo dei Priori (1293-1443 circa) che assieme alla Fontana Maggiore (1275-78) muta profondamente l'assetto della piazza principale.
Tra XII e XIII secolo il contado si estende fino alle fertili terre del Trasimeno, determinando un cambiamento radicale del rapporto tra città e campagna.
La nobiltà rurale e la popolazione contadina
si inurbano e danno vita ai nuovi borghi, vere e proprie appendici della città sviluppatesi attorno ai grandi complessi conventuali, che saranno inglobati nelle mura fra Due e Trecento.
Dalla metà del Quattrocento la famiglia Baglioni, solidamente filopapale, diventa protagonista della vita politica e culturale. La classe al potere, colta e raffinata, arricchisce la città di edifici di grande livello artistico.
Verso la metà del '500 lo Stato pontificio riafferma il suo potere sulla città e dà forma grandiosa agli intenti egemonici con la costruzione della Rocca Paolina (1540- 43). L'impianto medievale della città comincia a essere punteggiato dalle facciate rinascimentali e barocche, mentre strade e piazze vengono ampliate. Con l'800 inizia il processo di 'modernizzazione', con il decentramento dei servizi e la realizzazione della circonvallazione esterna, che cancella il senso delle antiche mura. Il centro storico viene ridisegnato dopo la demolizione della Rocca Paolina (1860), dando vita all'ampia piazza Italia. La stazione ferroviaria (1867) attirerà l'industria e trascinerà la saldatura residenziale con la città storica.

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