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Lipari

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Lipari (ME)
È la più grande e popolosa delle sette isole e il comune che ad essa fa capo comprende anche tutte le altre isole, tranne Salina che amministrativamente è indipendente. È percorsa da una strada asfaltata costiera e da un dedalo di carrarecce che consentono di compiere il giro dell'isola via terra, toccando gli abitati minori, salendo sui fianchi dei monti per godere di splendidi panorami sull'arcipelago (imperdibile quello che si osserva dal belvedere di Quattrocchi) o scendendo sulla costa per ammirare le cave di pomice o le piccole cale, le spiaggette e i faraglioni che costellano l'isola. Il centro più importante è Lìpari (principale punto di attracco dell'arcipeago) e la sua storia è concentrata tutta attorno alla stretta piattaforma del cosiddetto Castello, fortezza naturale costituita da uno zoccolo riolitico, sulla cui sommità pianeggiante si è formato per apporto eolico uno zoccolo terroso. Sede di un primo insediamento nel IV millennio a.C., venne prescelta nel 580 a.C. dai greci di Rodi e Cnido per fondare una delle ultime colonie occidentali. Lìpara, così chiamata dal nome del primo re Lìparo, attraversò sotto i greci tre fasi espansive con il conseguente spostamento della cinta muraria difensiva per due volte; dal 252 a.C. l'acropoli divenne il primo nucleo della città romana, e nello stesso sito i normanni fondarono secoli dopo la cattedrale di S. Bartolomeo dell'ordine benedettino. Dopo un periodo fiorente, dovuto allo sfruttamento delle miniere di zolfo e allume nonché all'escavazione della pomice e all'esportazione di queste risorse in Sicilia, Lìpari cadde vittima, nel 1544, dell'incursione del pirata turco detto il Barbarossa, che la distrusse uccidendone gran parte degli abitanti. In pochi anni gli spagnoli ricostruirono un efficace sistema difensivo bastionato. Nel XVIII secolo la città murata si spopolò in favore di un aumento demografico della città bassa e della formazione dei villaggi di Canneto, Acquacalda, Quattropani e Pianoconte; lungo via Santo Petro (attuale corso Vittorio Emanuele) si svolse l'espansione urbana ottocentesca; nel 1930, infine, venne aperta, tagliando la cortina cinquecentesca, la scalinata diretta al portale maggiore della Cattedrale. Gran parte del castello è stata trasformata in un complesso museale, dove è ospitato il Museo archeologico e un piccolo parco archeologico; la visita della cittadina, ovviamente pedonale, ha un altro polo di interesse nella Cattedrale normanna.

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