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Mantova

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Mantova (MN)
La fondazione della città va ascritta con ogni probabilità agli etruschi, intorno al VI secolo a.C., secondo una tradizione avallata da Virgilio e confermata dall’archeologia recente. Al tempo di Carlo Magno entrò a far parte del Sacro Romano Impero, cui di fatto rimase soggetta, più che altro formalmente, per i successivi mille e più anni fino all’unità d’Italia. Nel secolo X il Comitato mantovano divenne dominio dei Canossa ma subito dopo la morte di Matilde, nel 1115, Mantova si diede statuto di Comune autonomo e come tale cominciò a svilupparsi. In certo senso la città - nel suo rapporto vitale con l’acqua come difesa naturale e fonte di fertilità agricola - nacque in quel secolo: grandi opere di regolazione del Mincio sbarrarono il fiume al ponte dei Mulini dilatandolo e frazionandolo in laghi, a scanso di impaludamenti e periodiche esondazioni; fu allora tracciato il canale, il Rio, che ancora unisce il lago Superiore al lago Inferiore, aprendo il porto Catena. Entro gli ampliati limiti del Rio il Comune eresse i suoi palazzi (della Ragione, Broletto) e aprì i suoi mercati (piazza delle Erbe). Nel 1328 i Gonzaga diedero inizio alla loro signoria; ricchi, potenti e ambiziosi, ottennero dall’impero il titolo di marchesi (1433), quindi di duchi (1530), e ressero con sicurezza le sorti della città in secoli di prosperità e splendore. Alla loro corte furono chiamati artisti e uomini di cultura eccellenti, i cui nomi scandiscono il mutare delle stagioni e del gusto. La decadenza iniziò nel 1627 con la morte senza eredi diretti del duca Vincenzo II: le truppe imperiali scesero in Italia e saccheggiarono la città (1630), perché non passasse al ramo Gonzaga-Nevers, cosa che infine accadde (1632). Nel 1707 l’ultimo duca, accusato di fellonia, fu costretto a fuggire e Mantova divenne austriaca. Tale restò, tranne la breve parentesi napoleonica (1797-1814), fino a quando, dopo la tragica eroica stagione delle guerre d’indipendenza, entrò a far parte del regno d’Italia (ottobre 1866).

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