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Sestri Levante

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Sestri Levante (GE)
Il promontorio dell’Isola (staccato dalla costa fino al secolo XI) si allunga in mare regalando alla cittadina due scorci tra i più caratteristici dell’intera Riviera. A nord del capo, si estende la baia delle Favole, toponimo coniato proprio da un grande autore di fiabe, Hans Christian Andersen, che soggiornò a Sestri Levante nel 1833; ancora più suggestiva, sul versante opposto, la baia del Silenzio.
Tra le due insenature delle Favole e del Silenzio si estende il sottile istmo che accoglie piazza Matteotti, su cui affacciano il seicentesco palazzo Durazzo Pallavicini, oggi Municipio, e la basilica di S. Maria di Nazareth. A sinistra della basilica, via penisola di Levante sale verso il promontorio, fiancheggiando i ruderi dell’oratorio di S. Caterina (1578), distrutto dai bombardamenti del 1944. Subito dopo appare l’abside della chiesa di S. Nicolò dell’Isola, costruita nel 1151; la facciata è quattrocentesca, mentre il campanile, a cuspide piramidale, ha cella a bifore. Una piccola deviazione in via Portobello conduce invece all’ex convento dell’Annunziata, sulla punta estrema della penisola, costruito nel 1469.
Riguadagnata piazza Matteotti, si imbocca via XXV Aprile, chiusa al traffico, luogo del passeggio dove affacciano negozi e locali. La laterale via Palestro conduce, attraverso uno scenario urbano ricco di scorci caratteristici, in vico Macelli, dove sorge la seicentesca chiesa di S. Pietro in Vincoli. Al N. 8 della vicina via dei Cappuccini, la Galleria Rizzi espone una raccolta di pittura di scuola italiana e fiamminga (secoli XVI-XVIII), sculture toscane quattrocentesche e preziosi mobili, tra i quali il cosiddetto stipo di Odoardo Farnese (XVII secolo).
Da vico del Bottone, in fondo a vico Macelli, si dirama la salita della Mandrella, una crêuza dapprima selciata e a gradini, poi sentiero panoramico sull’Isola di Sestri e sul promontorio di Portofino. Il percorso richiede un paio d’ore tra andata e ritorno e attraversa, tra macchia mediterranea e oliveti, l’Area protetta di Punta Manara-Moneglia fino al Telegrafo, 180 m a picco sul mare.
È alla baia delle Favole che si concentra la lunga teoria degli stabilimenti balneari, sull’arenile spazioso, a nord dell’Isola; sul lungomare, attrezzato di pista ciclabile, si affacciano eleganti ville aristocratiche, trasformate in strutture alberghiere. Nella baia delle Favole si trova anche il porto turistico: dal molo all’inizio della passeggiata si parte in battello per escursioni nel golfo del Tigullio e verso le Cinque Terre.
Non senza conflitti la convivenza tra le due vocazioni (industriale e marinara) di Riva Trigoso, frazione segnata nell’aspetto urbano e paesaggistico dal grande complesso cantieristico sorto nel 1898 sull’arenile del borgo. L’anima marinara del paese (considerato la terra madre dei leudi, le tipiche barche da trasporto con cui i marinai del Tigullio un tempo navigavano lungo le rotte mediterranee) si ritrova nella sua vasta spiaggia arenosa, con fondali limpidissimi.

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