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San Candido/Innichen

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San Candido/Innichen (BZ)
Il paese è l'erede della romana Littamum, stazione all'incrocio degli itinerari della Pusteria e della val di Sesto che attraverso il passo di Monte Croce di Comelico comunica con il Veneto. Nel 769 il duca Tassilone III di Baviera donò ai monaci benedettini tutto il territorio dell'alta Pusteria perché vi si stabilissero e facessero opera di evangelizzazione, come baluardo contro le popolazioni slave che premevano da est. Nel 1143 l'imperatore trasformò il monastero in collegiata, istituendo così il capitolo: cominciò allora la costruzione della grande chiesa di San Candido, che si prolungò fino al 1284 (un primo edificio fu distrutto da un incendio) mettendo capo al maggior edificio romanico della regione.
Davanti alla collegiata, la parrocchiale di S. Michele, ricostruita dopo un incendio nel 1740, ha campanile a pianta circolare e bella facciata barocca; la navata è riccamente decorata da affreschi (Storie di S. Michele) di Cristoph Anton Mayr. Sul lato destro della chiesa è posto un miliario romano. All'inizio dell'abitato, la Ausserkirchl (XVII secolo) è una singolare testimonianza barocca di devozione che consiste di due cappelle addossate con atrio: la prima intende riprodurre il Santo Sepolcro di Gerusalemme, la seconda, a pianta circolare, il santuario bavarese di Altötting. Il complesso fu costruito per desiderio di Georg Paprion, un ricco oste del paese, di ritorno da un viaggio in Terrasanta.
Alla confluenza del rio Sesto e della Drava, sulla destra, la chiesa di S. Leopoldo, annessa al convento dei Francescani, custodisce una Madonna con il Bambino e i Ss. Francesco e Leopoldo di Cristoforo Unterperger (1764).

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