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Quartiere di S. Andrea

localita

06024 Gubbio (PG)
Da piazza Grande si segue via XX Settembre, sul probabile tracciato della cinta umbra, con caratteristiche case sei-settecentesche.
Dopo pochi passi, a destra, via Mastro Giorgio conduce in breve a via Savelli della Porta con la seicentesca chiesa dei Muratori o di S. Francesco della Pace, dove la notte, raccontano i Fioretti (XXI), si rifugiava il lupo ammansito da san Francesco. All'interno sono custodite la pietra sulla quale il santo d'Assisi predicava al popolo e le tre statue che compongono i Ceri. Sulla stessa via (al N. 16) è il palazzo della Porta, attribuito a Francesco di Giorgio, con elegante portale rinascimentale. Al termine della via si trova la chiesa di S. Maria Nuova, ora di proprietà dello Stato.
Superato il trecentesco palazzo Falcucci (N. 79), si giunge in via Dante che verso sinistra conduce all'umbra porta Vehia (IV-III secolo a.C.), rimaneggiata nel medioevo. Nei pressi è il monastero di S. Marziale, già benedettino e ora del Carmelo, con la chiesa di S. Andrea, da cui deriva il nome del quartiere; nell'abside sono riutilizzati materiali di spoglio. Se si gira a destra si raggiunge la medievale porta Romana, in forma di torrione, con all'interno un'interessante collezione di maioliche a riverbero (secoli XVI-XIX), che vanta pezzi di mastro Giorgio Andreoli e bottega. Annessi al torrione i locali ancora integri per la riscossione delle gabelle in uso fino all'800.
Subito fuori la porta si trova il complesso di S. Agostino (1251), con facciata settecentesca e interno con travatura sostenuta da otto grandi archi, tipologia particolarmente diffusa a Gubbio. L'abside è interamente coperta di affreschi di scuola nellesca con storie della vita di S. Agostino in 26 riquadri; l'arco trionfale è decorato con un maestoso Giudizio universale.
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