Scopri il mondo Touring

Visualizza

  • Viaggi
  • Destinazioni
  • >
  • Castiglione a Casauria
  • >
  • Localita
  • >
  • Abbazia di S. Clemente a Casauria, Castiglione a Casauria, localita, Chiesa

Abbazia di S. Clemente a Casauria

localita

via S. Clemente 65020 Castiglione a Casauria località S. Clemente a Casauria (PE)
Telefono: 0858885162-3881090708
Una delle chiese abbaziali più interessanti della regione, importante monumento di transizione dal romanico al gotico cistercense. L'abbazia sorse sul posto o nei pressi dei pago romano d'Interpromio, con un tempio cui era annesso un ponderarium; alcuni pensano che il nome Casáuria deriva da Casa Aurea con cui potrebbe esser stato chiamato il tempio, altri, viceversa, pensano sia stata la località Casa Urii, luogo dedicato a Urios, Giove apportatore di venti, a dare nome al tempio. Nell'871 l'imperatore Lodovico II, in adempimento di un voto fatto per essere stato liberato dalla prigionia nel ducato di Benevento, innalzò questo monastero con l'annessa chiesa della SS. Trinità, nella quale l'anno seguente fece trasportare le ossa di S. Clemente papa e martire, concesse da papa Adriano II. L'abbazia divenne potente per i beni donati dall'imperatore, ma nel 920 fu saccheggiata da Saraceni; risorse lentamente e si arricchì dopo il Mille per varie donazioni; dal 1076 al 1097 fu saccheggiata nuovamente e ripetutamente da Ugo Malmozzetto, conte normanno. Al principio del sec. XII l'abate Grimoaldo restaurò il monastero e la chiesa, che venne consacrata nel 1105; infine l'abate Leonate (eletto nel 1152, morto nel '92) e il suo successore Ioele la ricostruirono. Fu questo il periodo di massimo splendore dell'abbazia, poi cominciò la decadenza; nel sec. XIV il monastero divenne commenda e nel 1775 fu dichiarato di regio patronato. Chiesa e monastero furono rovinati nel 1348 da un terremoto, e soltanto la prima fu restaurata nel 1448, ma parzialmente, tanto che il transetto rimase mutilato in elevazione e senza volte. Del monastero, che conteneva in origine un ricco chiostro a colonnine binate, resta solo un'ala, rifatta nel '700 e ridotta ora al pianterreno per il terremoto del 1915, che arrecò danni anche alla chiesa, già restaurata nel 1891. Restauri condotti nei primi decenni del Novecento hanno portato alla sistemazione del monumento.La facciata è preceduta da uno stupendo *portico , quasi intatto da manomissioni, a tre arcate divise da pilastri rettangolari con colonne addossate su ogni faccia. Bellissimi i capitelli e ricchi di sagome e di fregi gli archivolti. Nell'alto della facciata, al di sopra di una specie di attico coronato da bella cornice ad archetti, sono quattro bifore, di cui due architravate e le altre leggermente ogivali, provenienti probabilmente dal monastero e ivi collocate in occasione dei restauri del 1448. Il portico è coperto da possenti volte a crociera con costoloni prismatici. Il *portale mediano ha l'archivolto formato da tre archi a ferro di cavallo, concentrici e gradualmente rientranti.Nella lunetta, figure a rilievo rappresentanti S. Clemente seduto con alla sua d. i Ss. Fabio e Cornelio e alla sua sin. l'Abate Leonate che presenta il modello della chiesa da lui rifatta. Nel grosso architrave sono raffigurate, in ordine di successione, storie relative alla fondazione dell'abbazia. Negli stipiti sono scolpite, entro nicchie, quattro figure incoronate, rappresentanti forse i principi e i sovrani protettori o benefattori del monastero. I *battenti bronzei, dovuti probabilmente all'abate Ioele (1192), sono suddivisi in 72 riquadri occupati da formelle con croci, figure di abati e di monaci (nell'alto), rosoni, i Castelli (con tre torri ciascuno) soggetti alla abbazia (14 in tutto residui), coi nomi relativi, e i riquadri coi picchiotti (uno, di legno, di imitazione).L'interno maestoso, lungo m 48, riproduce un tipo di transizione dal romanico al gotico cistercense: è a croce latina coi bracci poco sporgenti, diviso in tre navate e con un'unica abside semicircolare (invece che quadrilatera), secondo la tradizione romanica; è stato rimosso l'intonaco, per mostrare la differenza di manufatto tra il IX e il XII secolo. Le navate sono divise da arcate ogivali su pilastri rettangolari, eccetto il 1° e il 3° a sinistra, che sono cruciformi, e altri due con mezze colonne addossate. La navata mediana è, nella metà anteriore (corrispondente ai primi quattro archi), notevolmente alta e illuminata da tre monofore per lato; nel rimanente, è più bassa, probabilmente per i limitati restauri del '400. Spicca sulla destra il grande, magnifico *ambone (D), scolpito da un frate Giacomo da Pópoli, a forma di cassa posata direttamente su quattro colonne architravate, con bei capitelli; di assai ricco intaglio gli architravi, mentre i davanzali, tripartiti da cornici intagliate a sguincio, sono ornati da stupendi rosoni molto rilevati e da rameggi; nella faccia anteriore il lettorino è sostenuto da un'aquila che ferma gli artigli su un libro aperto appoggiato sul dorso di un leone accovacciato, il quale a sua volta ha un volume tra le zampe anteriori: rappresentano evidentemente i simboli degli Evangelisti Giovanni e Marco . A sinistra è l'elegantissimo *candelabro per il cero pasquale , nel quale però la parte superiore, assai più ricca e impreziosita da mosaici, appare di altra mano e alquanto più tarda. N
Informazioni
 Apertura: 9-13.30
Condizioni di visita: ingresso gratuito

Scrivi la tua recensione