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Napul'è

Napul'è

Autore:Benedetto D'Alfonso
Concorso chiuso!

Concorso chiuso il 31 agosto 2014 - Vistita il nuovo concorso fotografico

 

Immagine dal concorso Concorso fotografico Cieli d'Italia

La magia di un tramonto, i suoi colori, la sua magia, la sua bellezza. Paiono fatte di pietra, di una pietra levigata, dura e glaciale; vanno in pezzi ma non si ammolliscono; cadono fulminate ma non muoiono. Tale era Nisida, colei che fu invano amata dal giovanetto, poiché nulla valse a vincerla. Allora lui che si chiamava Posillipo, amando invano la bella donna che viveva di faccia a lui, per sfuggire a quella vista che era il suo tormento e la sua seduzione, decise di precipitarsi nel mare e finire così la sua misera vita. Decisero però diversamente i Fati e rimasto a mezz’acqua il bel giovanetto, vollero lui mutato in poggio che si bagna nel mare e lei in uno scoglio che gli è dirimpetto: lui poggio bellissimo dove accorrono le gioconde brigate, in lui dilettandosi, lei destinata ad albergare gli omicidi ed i ladri che gli uomini condannano alla eterna prigionia così eterno il premio, così eterno il castigo. "O anime trafitte, o anime sconsolate, o voi che per l’amore portate nel cuore sette spade di dolore, non vi sorrida la speranza di guarirvi qui. Qui amano anche le pietre: gli uomini sani s’ammalano d’amore e gli infermi ne muoiono."

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