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Palazzo Chiablese

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Palazzo Chiablese - Piazza San Giovanni 2

Aperto da mercoledì a venerdì dalle 14 alle 18 (sono visitabili alcune sale del piano nobile)

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Palazzo Chiablese, attualmente sede della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, è stato per lungo tempo meno noto al cittadino rispetto all'attiguo Palazzo Reale pur avendo una notevole valenza architettonica. In seguito agli ultimi restauri, è stato dimostrato che l'impianto originario è antecendente al XV secolo. Appartenuto al Monsignore di Racconigi e ornato da una facciata dipinta da Rosignolo, nel 1642 divenne residenza del cardinale Maurizio di Savoia e successivamente sede di uffici della Corte Reale. Nel 1753 il re Carlo Emanuele III affidò il rinnovamento del palazzo all'architetto di corte Benedetto Alfieri. In questa occasione fu ridisegnata la facciata e costruito il maestoso scalone che conduce al piano nobile, ricco di arredi con pavimento di legni intarsiati, camini in marmo, stucchi realizzati da Sanbartolomeo, boiseries dipinte, specchiere e sovrapporte attribuite a Michele Rapous, Francesco De Mura e Gregorio Guglielmi. Successivamente vi abitarono il secondogenito di Carlo Emanuele III, Benedetto Maurizio, duca del Chiablese e altri membri della famiglia reale. Arricchito da un terzo appartamento di forme neoclassiche progettato da Giuseppe Battista Piacenza, in epoca napoleonica divenne sede del governatore Camillo Borghese e della moglie Paolina Borghese. Tornato ai Savoia con la Restaurazione fu residenza del re Carlo Felice e poi di Ferdinando duca di Genova, secondogenito di Carlo Alberto. Nel 1851 vi nacque Margherita, prima regina d'Italia. Danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, passò in seguito al Demanio e fu sede del Museo Nazionale del Cinema in attesa del suo trasferimento alla Mole Antonelliana. I restauri effettuati hanno riportato alla luce gli interni rococò del palazzo che dimostrarono ancor oggi il gusto alto e raffinato del comfort e della decorazione raggiunto in Piemonte nel secondo Settecento.

 

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Ultima modifica un mese fa di Sonia Gilardi

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