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Donnavventura - Grand Raid dell'Oceano Indiano: dal Madagascar a Dubai

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Proprietario: Donnavventura - Iscritti al gruppo: 27

Seguite qui le Donnavventura della spedizione 2011: un viaggio emozionante compreso tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno, oltrepassando l'Equatore!

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DONNAVVENTURA ALLE MALDIVE - da Alice

di Donnavventura - 16 marzo 2012 - Commenti (1)

In tre anni di Donnavventura le Maldive sono l’unica meta che già conoscevo.
Oltre alla sorpresa di scoprire che la spedizione non sarebbe finita a Dubai ho pure il bonus di ritornare nell’isola in cui ero stata quest’estate, Vakarufalhi. C’è chi potrebbe pensare che è una sfortuna, con tutte le isole che ci sono, tornare proprio sull’unica già vista. Ma io non la penso così!

 

Tornare alle Maldive, nel piccolo aeroporto di Male, sull’idrovolante e a fare diving e snorkeling in queste acque di una bellezza ineguagliabile mi riporta a quest’estate, alla mia vacanza post laurea e ai momenti spensierati e felici trascorsi qui. Regalo più bello del mio P.
Un salto a pié pari a fine luglio, alla fine dell’università, all’inizio di un nuovo capitolo che sto ancora scrivendo. Ricordi che fluttuano nella mente e progetti che si scontrano con la realtà alla quale tornerò nel giro di pochi giorni.

 

Le Maldive, isole affascinanti tanto fuori quanto sott’acqua. Anzi, se non metti la testa sotto, qui godi solo a metà. Adoro trattenere il fiato, immergermi di qualche metro e vedere i pesci da un’altra prospettiva. E quando mi sono stancata di osservare (purtroppo non arrivo mai a stancarmi perché finisco sempre prima l’aria), guardo in alto ed esco da questo specchio trasparente che nasconde il regno di Nettuno pensando già a quando potrò visitarlo di nuovo.
Le Maldive, con le sue acque calme, il vento che mi muove i capelli e il sole che accarezza la mia pelle sono l’ambiente giusto per fermarsi, staccare dal rumore assordante delle metropoli e dai grattacieli degli emirati arabi. Un cambio abissale grande quanto l’oceano indiano.

 

È da una settimana che non indosso le ciabatte. Neanche per andare in bagno. Neanche per camminare sui pontili legnosi che ogni tanto mi regalano qualche spina indesiderata e tanto meno per i trasferimenti in barca. Corro in spiaggia inciampando nei coralli.
Sciopero delle scarpe.
La mente invece lavora, lavora eccome! È come se all’orizzonte, dietro all’isola vicina, alla barriera corallina che la protegge e alla piattaforma dell’idrovolante che mi ricorda che non farò la fine di Robinson Crousue, si stagliasse il profilo di casa con un muro fatto non di cemento ma di pensieri.
Vedo l’albero di Natale in soggiorno e Zeus sotto che sbatte maldestramente la coda nelle bocce di vetro.
Vedo un pesce pagliaccio uscire dall’anemone e vedo mio papà che bardato come un esquimese sale in moto e va in laboratorio.

 

Vedo Dori gialla e blu che pinneggia felice tra gli scogli e vedo mia mamma passeggiare allegramente tra le vie di Trento. O magari alla ricerca di una pallina perduta in campo.
Vedo un pesce nero che si sposta subito in maniera scocciata e vedo mia sorella seduta al tavolo della cucina di primo mattino che non vuole parlare con nessuno.
Vedo un gruppetto di castagnole di mare che colorate e vivaci attirano la mia attenzione nuotando in banchi vicino al reef e vedo D. e F. che ridono di gusto in mezzo ai nostri amici.
Vedo un pesce angelo e penso al Mio di angelo!