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REGISTRATI QUIProprietario: Diana Comari - Iscritti al gruppo: 12
Ferrara è un luogo incantato che nasconde di più di ciò che mostra: ha un suo senso che sfugge agli occhi ma che vibra tra i simboli che si celano nella sua architettura, nei suoi giardini, nella sua pittura e nelle sue chiese di miracoli, nei suoi legami lontani con altre terre e altre storie. Ferrara è un crocevia di stili, di mondi lontanissimi che si avvicinano e si sfiorano.
Ferrara è un città viva, dove i ragazzi stanno fuori la sera, seduti intorno alla cattedrale e a San Romano o sulle panchine dei giardini, oltre che nei locali alla moda.
Ferrara è una città di turisti e di bei negozi, di bar con i tavolini all’aperto sempre pieni e di biciclette che sfrecciano da ogni lato a tutte le ore del giorno e della notte.
Ferrara è senza tempo ma non è ferma: il suo è un movimento diverso da quello delle altre città. Ferrara è diversamente moderna: il suo modo di vivere è lontano dal caos delle altre città. L’unica cosa ferma di Ferrara è il Castello Estense: immobile in mezzo al movimento che lo circonda. Per questo Ferrara è una città bella e misteriosa.
La
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di Diana Comari -
05 giugno 2010 -
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Un week end a Ferrara: tante cose da vedere, pochissimo tempo e un’infinita curiosità. È stato così questo mio viaggio cortissimo ma intenso: due giorni e mezzo che sono sembrati molti di più per le tantissime cose viste e vissute.
Ferrara è la “città della biciclette”, come è scritto in un cartello al suo ingresso - e come ha raccontato benissimo uno speciale realizzato dal Corriere della Sera qualche tempo fa – e, per chi ha poco tempo a disposizione per visitarla, questo è sicuramente il mezzo migliore per farlo perché consente di spostarsi rapidamente da un luogo all’altro.
Tutti i ferraresi si muovono in bici: «Le usano tutti» - ti spiegano - «Le usano per andare al lavoro, per fare la spesa, per spostarsi da un punto all’altro della città, per fare una passeggiata. E poi le usano a tutte le età: anche le signore anziane che non riescono a salirci, ci si appoggiano al posto del bastone».
Di recente anche il Giro d’Italia, con i ciclisti veri, è passato per Ferrara.
Le piste ciclabili, in mezzo al verde, percorrono tutte le affascinanti mura che circondano la città (e che la fanno sembrare piccola), ma anche il centro storico, le aree pedonali e i viali principali sono percorsi ininterrottamente dai ferraresi in bici.
Sono le biciclette le vere padrone della strada. E per i turisti che hanno voglia di vivere questa città allo stesso modo dei suoi abitanti c’è il portale Ferrara in bici da cui è possibile scaricare i percorsi consigliati ma anche informazioni utili su dove noleggiare una bicicletta (quasi ovunque) e come muoversi in sicurezza.
E cosa c’è di più bello che vivere un luogo di vacanza allo stesso modo in cui lo vivono i suoi abitanti reali e immedesimarsi - anche se per poco tempo - nelle loro abitudini e nel loro stile di vita, per comprendere appieno il senso di quel luogo e lasciarcisi contaminare?! A questo servono i viaggi, oltre che a staccare la mente dalla propria routine quotidiana: a scoprire altre realtà, altre vite, altre storie e altri modi possibili di essere e di agire.
Per me, che invece non ho mai imparato ad andare in bici, non è restato altro che muovermi a piedi (che ritengo comunque il modo migliore di visitare una città perché, solo camminando in mezzo alla realtà, si ha la possibilità di osservarla e comprenderla meglio).
E così, a piedi, dopo aver studiato un po’ della documentazione turistica messa in rete dal portale Ferrara Terra e Acqua (da cui è anche possibile scaricare delle audio guide in formato mp3 per l’Ipod) e dopo aver seguito i suggerimenti di alcune guide ferraresi d’eccezione, mi sono incamminata alla scoperta di questa città magica, patrimonio dell’Unesco, immersa in un’atmosfera di cultura, architettura e storia.
In ogni caso, quindi, sia che siate a piedi o in bici, il consiglio è quello di tenere sempre gli occhi aperti, per non perdervi le bellezze artistiche che incontrerete nel vostro percorso ma anche per non incorrere in incidenti con altri ciclisti ben più avvezzi a quelle strade!
Ferrara non è una città come le altre. Ferrara è un mondo a parte, dove il tempo sembra essersi fermato o girare in un altro modo rispetto alle gradi città caotiche.
Ferrara è il suo Castello Estense, che troneggia nel cuore della città, ancora con il fossato pieno d’acqua (e di pesci) che lo circonda e al cui interno - oltre che le stanze adibite a museo - sono ancora visitabili le prigioni sotterranee che lasciano immaginare misteri di dame e signori e intrighi di potere di nobili.
Dall’alto della torre del Castello Estense (122 scalini) si può ammirare la città, che si estende oltre l’affascinante perimetro delle mura immerse nel verde fino al fiume Po.
Dall’alto si vedono anche tantissime zone verdi sia interne alla città che intorno: percorrendo le vie non sempre si riesce a rendersene conto perché la maggior parte dei giardini si trova all’interno dei palazzi.
Uscendo sul lato di Piazza Castello ci si può fermare alla Pasticceria Duca d’Este per un bel gelato (la città è piena di gelaterie ovunque, non c’è pericolo di non poterlo prendere) o per una buonissima torta tenerina al cioccolato (specialità tipica ferrarese). Si può, poi, proseguire sotto all’arco - dove sono posteggiate le biciclette - che dà su Piazza Savonarola (in cui si trova la statua del famoso filosofo, noto per le sue predicazioni a Firenze ma che, in realtà, è di origine ferrarese) e entrare in Corso Martiri della Libertà.
In Corso Martiri della Libertà bisogna guardare anche il pavimento su cui si poggiano i piedi, oltre che i palazzi intorno, perché si possono trovare delle pubblicità scritte a mosaico sulla strada. E poi ci sono tantissimi piccoli chiostri-edicole (che in realtà hanno pochissimi giornali e tanti gadget).
Qui, da un lato c’è l’ingresso alla Rotonda Foschini che sbuca su Corso della Giovecca - un cortile perfettamente ovale (antico teatro all’aperto), assolutamente da vedere per la particolarità della sua forma – e dall’altro lato si raggiunge la Piazza della Cattedrale.
La Cattedrale di Ferrara è un edificio imponente, in cui confluiscono più stili.
Di fronte ad essa si trova il Palazzo Municipale, con all’interno un grande cortile con bar, tavolini, uffici, negozi e bancarelle.
Mentre a lato della Cattedrale si trova la Piazza Trento e Trieste.
Da qui ci sono due alternative: proseguire diritti per i negozi bellissimi (ma anche un po’ cari) di via Mazzini - antica via del ghetto ebraico e affascinantissima, soprattutto di sera, con le sue case tutte colorate e le luci accese - oppure svoltare a destra per via San Romano dove, all’interno dell’omonima chiesa si trova il Museo della Cattedrale e, percorrendo tutta la via (piena di negozietti sotto i portici per lo più gestiti da cinesi, tra cui moltissimi di scarpe e una meravigliosa Bottega del cioccolato all’inizio dell’altro lato) si arriva nel cuore della parte medievale della città, fino ad incrociare la particolarissima via delle Volte: un tratto di strada tutta ad arcate in cui, nel Medioevo, si trovavano i fondachi dei mercanti.
Chi arriva fino a qui ed è in bicicletta, può uscire per Piazza Travaglio e circolare sulle mura che circondano la città, altrimenti conviene armarsi di pazienza, cartina e buono spirito di osservazione e proseguire per le vie della città medievale.
Nelle vie medievali, infatti, è facile perdere il senso dell’orientamento, anche con la cartina in mano, perché hanno una traiettoria tutta loro che non è quella comune.
La parte medievale di Ferrara confonde le idee (soprattutto ad una come me, con un pessimo senso dell’orientamento): camminando sembra di girare in tondo ma invece non è vero e basta una via sbagliata, anche piccola, per trovarsi completamente nella direzione opposta a quella in cui si è deciso di andare. E anche le case nelle vie medievali non sono di grande aiuto per orientarsi perché sono tutte simili tra loro, in mattoni, balconcini e finestre dalle tende rosse: ovunque sono disseminati palazzi importanti, chiese che da fuori sembrano tutte uguali e che, invece, dentro sono diversissime.
Risalendo per via delle Scienze si può incontrare la chiesa di Santa Agnese, il Dipartimento di Fisica dell’Università (una struttura antichissima che, da fuori, sembra un po’ abbandonata) e poi la biblioteca in cui si trova la tomba di Ludovico Ariosto.
Fa un effetto stranissimo addentrarsi in biblioteca da turisti, tra gli studenti immersi nei libri che ti guardano incuriositi come fossi un’extraterrestre.
Parallelamente si trovano la via Vittoria e via Vignatagliata che fanno parte dell’antico ghetto ebraico, con sinagoghe e musei.
Risalendo, invece, si tornano ad incrociare i negozi di via Mazzini.
A scriverla così sembra semplice, in realtà, tra una fotografia ad uno scorcio, un sguardo a una finestra, un occhio ad una chiesa è più facile perdersi che arrivare alla meta, ma non c’è problema, perché basta incontrare un ferrarese per rimettersi nel giusto senso.
A Ferrara c’è sempre anche la sensazione che qualcuno ti osservi. E forse qualcuno ti sta guardando davvero perché poi arriva a spiegarti una chiesa che non riesci a capire da che angolazione guardare, o a tirarti fuori da un labirinto di vie…
I ferraresi si somigliano tutti moltissimo tra di loro. Tutti amano moltissimo la loro città, la conoscono alla perfezione e hanno un’infinità di informazioni e aneddoti da raccontare ai viaggiatori di passaggio e tutti sono prontissimi a suggerire percorsi, monumenti, giardini e, soprattutto, sono disponibili a recuperare e riportare sulla giusta strada turisti dispersi per le vie medievali del centro storico.
Quasi tutti i ferraresi si stupiscono anche se dici che è la prima volta che vedi la loro città, perché per loro è talmente bella che è quasi impensabile che uno non ci sia mai stato.
Ferrara è una città d’arte e di cultura, di musei e di palazzi che, anche da fuori, raccontano una storia passata importante.
Assolutamente da non perdere sono anche il Palazzo Schifanoia (in cui c’è il bellissimo Salone dei Mesi), la Casa Romei (per quel che mi riguarda, sbirciata dall’ingresso), il Palazzo di Ludovico il Moro e la Palazzina di Marfisa d’Este, la cella di Tasso nella Piazzetta Sant’Anna (che ho cercato ma non ho trovato).
Una particolarità che diversifica Ferrara è anche la disposizione delle strade e delle piazze: tutto è ampio nonostante la città non abbia grandissime dimensioni. Anche le vie medievali qui sono sempre ben illuminate e sfociano su larghe piazze.
Ferrara è divisa a metà dalla sua strada principale (il Corso della Giovecca): da un lato c’è la parte medievale, antico nucleo della città e dall’altro lato c’è la parte rinascimentale con palazzi alti e decorati.
Gli stili, tuttavia, si mescolano in vari punti e l’immagine di insieme è davvero pittoresca.
Del lato parte rinascimentale fanno parte il Corso d’Ercole I d’Este che porta al Palazzo dei Diamanti (il cui nome deriva dal suo rivestimento a forma di diamante), il Parco Massari e i musei contenuti nel Palazzo Massari.
Della parte rinascimentale fa parte anche la Piazza Ariostea dove, a fine maggio, si è corso il Palio: una rievocazione storica in cui le contrade di Ferrara formano un lungo corteo in costume che percorre tutta la città dal Castello Estense, attraversando il Corso d’Ercole I d’Este, fino alla piazza in cui gareggiano con i cavalli.
Ferrara è un città viva, dove i ragazzi stanno fuori la sera, seduti intorno alla cattedrale e a San Romano o sulle panchine dei giardini, oltre che nei locali alla moda.
Ferrara è una città di turisti e di bei negozi, di bar con i tavolini all’aperto sempre pieni e di biciclette che sfrecciano da ogni lato a tutte le ore del giorno e della notte.
Ferrara è una città di nobili (gli Este), di artisti (De Chirico) e di letterati (Ariosto, Bassani) e in cui hanno vissuto personaggi affascinanti e misteriosi (Savonarola, Tasso, Lucrezia Borgia).
Ferrara è un luogo incantato che nasconde di più di ciò che mostra: ha un suo senso che sfugge agli occhi ma che vibra tra i simboli che si celano nella sua architettura, nei suoi giardini, nella sua pittura e nelle sue chiese di miracoli, nei suoi legami lontani con altre terre e altre storie. Ferrara è un crocevia di stili, di mondi lontanissimi che si avvicinano e si sfiorano.
I quadri ferraresi di De Chirico hanno la dimensione di un tempo sospeso e, in essi, la modernità convive con i segni del passato e questo è Ferrara. I quadri di De Chirico, tuttavia, sembrano statici, mentre Ferrara si muove moltissimo. La città è senza tempo ma non è ferma: il suo è un movimento diverso da quello delle altre città. Ferrara è diversamente moderna: il suo modo di vivere è lontano dal caos delle altre città. Ferrara sembra percorsa da un moto proprio, si muove anche oltre i movimenti percepiti.
L’unica cosa ferma di Ferrara è il Castello Estense: immobile in mezzo al movimento che lo circonda.
Per questo Ferrara è una città bella e misteriosa.
Ferrara è una città magica dove, tra le bancarelle del cortile del Palazzo del Municipio si possono trovare le carte da leggere e dove la luna rossa spunta tra le nubi nel cielo dietro alla Cattedrale.
Forse a Ferrara, con il suo Po, è normale che, al 29 di maggio, la sera (dopo una giornata umida di sole e di pioggia) salga la nebbia fitta come a Milano accade in novembre, eppure sembra un incantesimo.
Quello che ho vissuto a Ferrara è stato davvero un week end bellissimo, tra palazzi, musei, giardini, vie particolari, chiese, negozi, bar, fotografie, souvenir, piatti tipici ferraresi (Cappellacci e Salama da Sugo al Ristorante Centrale di via Voltapaletto), cartoline, costumi del Palio… ed è terminato correndo in stazione all’ultimo minuto: ho fatto davvero tutto ciò che potevo fare per perdere il treno, ma alla fine non ci sono riuscita!
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