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Il Paradiso della Natura
Tutto il relax, in tutte le forme possibili. In pochissime parole, ecco descritta la vacanza offerta dalle Isole Tremiti. Oasi in cui bellezza, quiete, serenità si uniscono alla possibilità per chi lo desidera di praticare svariati sport o inseguire la propria idea di avventura. Tra mare, cielo e natura incontaminata.
Raccontateci le vostre vacanze nel paradiso naturale di Tci!
La
identifica i post scritti dagli autori di questo gruppo.
di Ferruccio Maria Fata -
14 gennaio 2012 -
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Se l’anno nuovo è già in cammino fra tanti progetti carichi di ottimismo, a noi potrebbe toccare il compito di rilanciare con pari fiducia e altrettanto senno una ponderata riflessione. Lo faremo seriamente, orientando lo sguardo della ragione ad abbracciare con cura omnicomprensiva l'ambiente a noi caro. Non risulterà certo spiacevole agli amici del Villaggio l’opportunità di focalizzare, sia pure fuori stagione, un’affettuosa proiezione mirata nello specifico. In tale spirito diverrà più che mai opportuno per chiunque mettere a frutto con serenità la memoria di ogni estate trascorsa per trarre positivo insegnamento dall'esperienza vissuta. La meditazione silenziosa lascia spesso individuare un tesoro, quand’anche il pregio di questo possa rivelarsi di consistenza sempre diversa per ciascun individuo. Tutti gli eventi – anche i meno graditi – contengono sempre dettagli di valore inestimabile, ed è in tale ottica che occorre muoversi.
Nell'aria serena delle Isole Tremiti si diffonde sovente uno stridore fastidioso. E' l'eco generata da troppe diversità formali la cui causa primaria sembrerebbe emergere da un curioso atteggiamento intellettuale che urta contro le doti fondamentali della parte più pregevole dei residenti, quella rimasta tuttora sensibile nell’intimo incline ai dettami socialmente rilevanti di un’etica profonda. Il rilievo spicca in misura particolare nel momento attuale, quando lo si riconduca in rapporto alle ben note vicende di respiro globale che stanno influenzando, non solo a livello di economia politica, il destino dell’umanità. Mi riferisco in particolare ad effetti e cause che contrassegnano pensiero ed azione della piccola comunità isolana, rispetto a quel dramma planetario della recessione che attacca le maggiori democrazie mondiali. La questione si ripropone nella fattispecie con prioritario riguardo alla profonda frattura generatasi ormai da tempo all’interno di quello sparuto agglomerato sociale che costituisce la collettività vivente sulle Isole. Nessuno potrà certo esimersi con onestà dal ragionevole riconoscimento circa le cause di quel processo involutivo che attualmente condiziona la vita stessa dei residenti. Si tratta di annose particolarità, aggravate ora pesantemente dalla ben nota congiuntura socioeconomica.
L'aspetto più deteriore deriva principalmente da una drammatica divisione, a prima vista insanabile, originatasi nel marasma di furibonde lotte paesane che investono i numerosi appetiti tendenti al comando della municipalità. Si parla troppo, senza misurare i termini: è il risultato devastante derivato in primis da una certa ignoranza la cui causa si dovrebbe individuare senza dubbio nella dipendenza incondizionata dal mezzo televisivo.
Sedici anni fa – quando risiedevo a Monaco di Baviera – mi fu concesso il privilegio di un incontro amichevole con Herbert Reinecker, noto fra l’altro per essere autore della fortunata serie televisiva L’ispettore Derrick. Nel corso dell’articolato colloquio che potei intrattenere col personaggio, mi venne illustrato dallo stesso un desolante giudizio dedicato alle qualità più deteriori dello strumento mediatico e in particolare alla possibilità di pilotarne gli effetti da parte di chi potesse disporre di quei mezzi oltre ogni etica, al di là di un dignitoso contegno morale.
In particolare, Reinecker stigmatizzava testualmente: "Sesso, intrattenimento, lotterie, talk show e menzogne a più non posso: questa è la TV al giorno d’oggi. Io conosco il funzionamento dei media in misura sufficiente a poterne valutare il peso con precisione appropriata. Per questo mi tengo prudentemente in disparte da quel mondo caotico, mascherato di credibilità. Si tratta di un’arma tremenda, quasi uno squalo dalla voracità incontenibile, in quanto attraverso il suo impiego specifico, nella politica attuale, si potrebbe realizzare persino un colpo di stato". La citazione calza a pennello ancora nel quotidiano attuale.
Tornando alle Tremiti, la carenza principale si profila secondo me nella totale assenza di progetti socialmente commisurati a specifiche necessità (materiali e spirituali) degli abitanti. Si avvicina il redde rationem, il tempo della consultazione elettorale, che potrebbe finalmente dischiudere al popolo deluso la prospettiva di nuovi orizzonti.
Appare tuttavia di vitale importanza che i residenti organizzino le forze, che si uniscano le risorse per fare corpo unico in difesa del bene immenso rappresentato dall'Eden del minuscolo arcipelago. Non è casuale il rilievo dei crescenti appetiti che fioriscono di continuo in determinate mire affaristiche degli speculatori, ai quali poco importa dell'aria, del verde, dell'ambiente naturale, insomma del benessere collettivo.
Eppure la questione investe proprio un lembo meraviglioso del globo, un luogo delizioso che fa pulsare la realtà di pensieri remoti. Secondo l’orientamento filosofico delle dottrine platoniche, sussiste nel creato una forza primordiale che conferisce all'essenza intrinseca della natura vitalità di respiro planetario.
In virtù di tale impulso, la natura stessa viene assimilata a un'autentica realtà vivente, del tutto unica nell’organicità, generando una propulsione dalla quale i singoli organismi viventi traggono la comune ragione universale che li anima.
La vitalità della natura nella sua interezza, assimilata a un unico organismo vivente, rappresenta dunque il principio unificante da cui prendono forma i singoli organismi. Questi, pur articolandosi e differenziandosi secondo le proprie specificità individuali, risultano appunto legati tra loro da una comune anima universale, meglio nota nella tradizione latina come Anima Mundi, l'Anima del mondo.
La nuova luce rivela come nessun incontro – con una persona o con una cosa – che facciamo nel corso della nostra vita sia privo di un significato segreto. Gli uomini con i quali viviamo o che incrociamo in ogni momento, gli animali che ci aiutano nel lavoro, il terreno che coltiviamo, i prodotti della natura che trasformiamo, gli attrezzi di cui ci serviamo, tutto racchiude un’essenza spirituale segreta che ha bisogno di noi per raggiungere la sua forma perfetta, la sua compiuta definizione.
Sembra un miracolo quello che è capitato nell’ultimo anno agli abitanti del piccolo comune insulare. Una donna sbarcata dalla terraferma prospiciente, oltre il mare garganico, è riuscita ad imprimere l’imput necessario per dare inizio al nuovo corso, un vero salvataggio che la comunità isolana dovrebbe proseguire. In effetti credo che l'efficiente lungimiranza della Dr. Carmela Palumbo, abbia iniziato di recente a porre uno scudo protettivo costituito da vari provvedimenti coraggiosi volti a rafforzare nelle Tremiti capacità e volontà di progresso. Occorreva in fondo coraggio per risolvere un caso che si profilava sempre più ingarbugliato.
Sarebbe perlomeno negligente ignorare la valenza degli aspetti positivi fioriti nel frattempo, che si propongono come sostanzioso incremento all’attendibilità sociale del citato Commissario e del suo principale coadiutore Dr. Michele Crocco, preposti dal Prefetto di Foggia quale guida istituzionale a raddrizzare la situazione disastrosa generatasi nella gestione del piccolo Comune isolano.
Subito dopo le feste, partirà la raccolta differenziata dei rifiuti. Questa bella conquista vale certo a cancellare un'abominevole vergogna che ci veniva rinfacciata da molte parti. Grazie, Dr. Carmela Palumbo, Lei ha realizzato il miracolo con sobrietà, senza minacce inutili, senza ridicoli discorsi propagandistici, senza penosi ricatti, soprattutto senza vendere le isole. La comunità non deve tuttavia permettersi alcun rilassamento né lasciar scemare l’attenzione all’ambiente, alla cultura, all’immagine storica di queste Isole che pure sono portatrici di una tradizione illustre. Sembra fra l'altro rimanere tuttora sul tappeto una questione fondamentale, di cui si parla da tempo immemorabile: realizzare un Museo nel quale raccogliere la quantità di tesori emersi dal passato. Si tratta, non dimentichiamolo, di un patrimonio che si proporrebbe autorevolmente come valore fondamentale da sfruttare in chiave di ulteriore richiamo capace d’interagire al fine di un possibile incremento turistico. Non è certo con le mostre fotografiche sui deportati libici che si promuove un serio tributo alla tradizione culturale di cui pure le Isole Tremiti risultano depositarie a titolo quanto mai consistente. Occorrerà mantenere una guardia ben vigile al fine di evitare che la prospettiva invitante per l’economia locale possa trasformarsi in malaugurata trappola risultante da un eventuale percorso speculativo teso – da parte di qualche spregiudicato affarista estemporaneo – all’acquisizione di ghiotti privilegi. E come si potrebbe trascurare un legittimo turbamento a fronte delle tragedie passate? Evitiamo che queste piccole terre in mezzo al mare, già tormentate per secoli dai continui assalti di pirateria, possano conoscere una nuova forma di sopraffazione, più subdola, dall’accattivante aspetto di chiara modernità - tecnologicamente progredita, concettualmente mascherata e politicamente trasfigurata -, ma di deprecabile scempio rispetto al naturale bisogno di fondamento etico. Nel suddetto scenario nuovi furbacchioni – non solo i petrolieri - potrebbero forse salpare da altre terre, per approdare qui determinati a concretizzare sciocchezze mostruose ma redditizie, architettate con probabile spregiudicatezza e ricoperte quindi con astuzia da una crosta poco affidabile di strombazzata umanità.
Gli uomini di buona volontà che ancora vivono sulle Tremiti troveranno senza dubbio il coraggio e la forza necessari per ergersi a guardiani dell’intangibilità di fondamentali valori, si riuniranno in un fraterno abbraccio, ricostituendo rafforzata – al di là del detrimento prodotto da interessi piccini – la potenzialità creativa di cui l’ingegno isolano è ricco. Una convinzione politica di progettualità lungimirante dimostra sempre che solo il coinvolgimento generale può determinare, con il concorso di energie e di partecipazione, una nuova forza capace di catalizzare il successo nella realizzazione del disegno evolutivo così concepito. Penso, e non mi stanco di ribadire, che obiettivo primario della politica sia quello di comunicare - attraverso la realizzazione delle varie intenzioni programmatiche - la forza di un messaggio rivolto all'umanità intera. Ciò avviene al di là dei limiti che potrebbero essere imposti da realtà contingenti quali lo spazio, il tempo, le divisioni geopolitiche. L'etica dell'uomo politico di coscienziosa onestà dovrebbe conservare come valore primario la realtà umana e l'universo che la contiene. Il rilievo che dovrebbe interessare i Tremitesi sembra investire nello specifico proprio la totale assenza di una visione di respiro globale, laddove quest’ultima si evidenzia sacrificata ormai sull’altare dei particolarismi paesani, delle restrizioni mentali conseguenza di squallidi interessi, delle limitazioni concettuali generate dall’astio personale di pochissimi singoli.
In conclusione, sorge spontaneo l’accorato stimolo ad operare una riunione per la rinascita, recuperando i valori della collaborazione solidale. D’altra parte la stragrande maggioranza dei residenti lamenta di continuo le profonde fratture. Sono proprio le divisioni assurde che, facendo lievitare l’emergenza negativa con il ricorso spesso rabbioso a inconcludenti luoghi comuni, hanno impedito finora un sereno progresso civile.
Nello scenario testé illustrato, rassicura riconoscere come la parte migliore della popolazione – quegli uomini onesti, generosi, ragionevolmente aperti, di tradizionale cultura pur nella consapevole modestia, - non è certo rappresentata dagli aspetti più inquietanti dell'apparente desolazione. Ad essi rivolgiamo un pensiero affettuoso, non scevro di gratitudine, nella speranza che dal patrimonio intimo di tante qualità pregevoli scaturisca, grazie a loro, un benefico influsso risolutore.
In tale spirito, sentiamoci pure fiduciosi nella serena certezza di un generale coinvolgimento volto a convogliare il sentimento verso un comune obbiettivo di pacifica prosperità.
Che la realtà presente possa risultare un momento catalizzatore della rinascita.
Ferruccio Maria Fata
Per le immagini: copyright ©2011 Charly L. Smoke
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