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TOURING CLUB ITALIANO VILLAGGIO ISOLE TREMITI - WORK IN PROGRESS: SPETTACOLO E CULTURA NELLE SERATE ALL'ANFITEATRO

di Ferruccio Maria Fata - 20 luglio 2010 - Commenti (0)

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"The dark side of the music"

Attrazione d'effetto garantito,

grazie alla perfezione delle coreografie di Veronica

Isole Tremiti. Se è vero che la cultura dovrebbe rivelare e approfondire quelle specifiche forme dell’esperienza che più intensamente si rivelano comuni a tutti, allora dovremmo anche convenire che la cifra di un progetto intellettuale non è data certo dall’insieme di parole che potremmo sprecare per convincere noi stessi che in esso vi sia qualcosa di buono. Piuttosto, la sua estensione positiva risiede proprio in quella potenzialità di coinvolgimento che genera nel pubblico presente.

L’elaborazione di un percorso ideale così ispirato mi ha ricondotto, sul palco delle Isole Tremiti nel Villaggio TCI, alla presentazione dell’idea originale identificabile nel titolo “Il lato oscuro della musica”.

La musica è comunicazione non solo di sonorità coinvolgenti, ma anche di stimoli emotivi e soprattutto d’idee. Frequentando l’arcipelago Diomedeo, si giunge inevitabilmente alla percezione di muoversi all’interno di un mondo privilegiato, teatro di quella musica eterna che si diffonde nell’aria qualificandosi come la sinfonia delle Tremiti. Vi si avverte anche la chiara consapevolezza di risultare spettatori prominenti in un concerto straordinario.

E’ un’impressione forte, che per essere chiaramente percepita merita tuttavia un atteggiamento di deciso rigetto dei pregiudizi generati da false suggestioni, da stonature di esagerate parole, spesso inutili o pretestuose.

La musica offre un facile aggancio a quel retaggio di avvenimenti storici che nei secoli hanno caratterizzato continue trasformazioni nell’assetto del minuscolo arcipelago. Come accade in ogni passaggio epocale delle storie tribolate, la violenza vi si è manifestata con particolarità spesso raccapriccianti. Da tutto ciò emerge l’importanza del sensibile effetto conferito dalla parte musicale all’atmosfera della presentazione in oggetto. La violenza, si sa, è sempre il risvolto, l’altra faccia della commozione, del romanticismo e della tenerezza.

All’esposizione concettuale oggetto della serata ha donato un determinante apporto spettacolare il lavoro di mirabili professionisti quali la coreografa Veronica Peressutti, il poliedrico Ciccio Maiorca e l’intera équipe di animazione da lui governata. Hanno conferito anima profonda ai pezzi musicali che avevo selezionato appunto per meglio compenetrare la tematica.

Nulla avviene mai per caso. Dovremmo considerare una enorme ricchezza spirituale qualsiasi evento che nella quotidianità viene ad impreziosire la nostra esperienza. Ognuno di noi è ciò che è in virtù del proprio bagaglio esistenziale, dell’esperienza vissuta, delle verità apprese e delle passioni provate. Parole, immagini, vibrazioni, suoni, sentimenti, ma soprattutto la percezione dell’infinito in due particolari dimensioni: il tempo e lo spazio.

Qui alle Isole Tremiti – forti del privilegio di renderci spettatori di quel concerto che ne ripropone la sinfonia immortale - possiamo avvertire con intensità entrambe tali enormi entità. L’energia singolare che avvertiamo sprigionarsi naturalmente dalle meraviglie dei luoghi più coinvolgenti è costituita principalmente di sensazioni forti, di espressione dell’animo, di trasmissione di un pensiero che presuppone la conoscenza del mondo, non soltanto nella sua parte naturale, ma anche di quello sensibile, creativo e scientifico.
In tale spirito che diviene possibile individuare il fondamento del credito enorme attribuito alla ragione da Aristotele, laddove il filosofo ce la indica come il bene supremo dell’uomo.

E’ la ragione stessa che, a fronte di ogni evento dominato dalla violenza, induce a riconoscere una realtà inoppugnabile: nonostante il male, la violenza, la sopraffazione, le ingiustizie, nella realtà umana sussiste la confortante certezza di un definitivo trionfo del bene. E’ questo che permette al mondo di sopravvivere.

Ora potete rinnovare l'emozione consultando due video

http://www.youtube.com/watch?v=C1Agz91_Bf4

http://www.youtube.com/watch?v=Jk0ePlW4QEc

se i due links non risultassero cliccabili, ricopiateli semplicemente per incollarli quindi nella barra del vostro browser

Ecco dunque come non poteva mancare il seguito. E' avvenuto la sera di Sabato 12 giugno ultimo scorso. Nel nostro Villaggio Isole Tremiti, a generale richiesta si è voluto realizzare una replica della prima presentazione scaturita dall’idea originale "The dark side of the music". Ma in effetti, più che ad una reiterazione del primitivo evento, i fortunati ospiti dell’incantevole struttura del Touring Club Italiano hanno potuto assistere al secondo capitolo della stessa.

Infatti, se le musiche prescelte a coronamento del discorso risultavano invariate, l’esposizione stessa si è articolata su nuove sfaccettature della tematica proposta (di cui diremo subito), mentre le coreografie sono apparse alquanto arricchite. Per questa parte spettacolare, tutto lo staff “Ciccio Tremiti 2010” stretto attorno alla coreografa Veronica Peressutti, ha lasciato stupefatto un pubblico entusiasta. Veronica, superando se stessa, ha dimostrato agitarsi in lei l'inquietudine di una creatività mai paga, tesa di continuo all’ideale di assoluta perfezione.

E’ davvero un’artista di razza che serba sempre, accanto all’emozione nuova, la sorpresa di vedere i suoi lavori crescere da se stessi.

L'attrazione autentica risulta inedita quando il lavoro artistico ad essa correlato genera un impulso capace di rinnovarne di continuo l’effetto nella sensibilità dello spettatore. Trattasi appunto, per dirla nell’inglese rivolto all’arte, di “work in progress”.

Riguardo alla storia, il minuscolo arcipelago del sud Adriatico venne destinato per secoli a luogo di confino di deportazione. In tale contesto, e non solo a causa delle scorrerie o delle delittuose azioni piratesche, fu teatro di violenza, tortura, esecuzione di condanne. Lo dimostrano svariati documenti storici e, qualora non bastasse, le macchine di efferata tortura custodite nei depositi del Comune, fors’anche con una malcelata forma di timorosa pudicizia.

Più famoso è rimasto il confino di Giulia, nipote del romano imperatore Augusto, così punita (si disse) “per adulterio”, ma più propriamente per quella condotta immorale che la spinse ad intrattenere innumerevoli rapporti con soldati e centurioni, non disdegnando neppure di accompagnarsi con gli schiavi.

Nell’anno 771 venne internato a Tremiti Paolo Diacono, suocero e consigliere di Carlo Magno. Quest’ultimo lo aveva condannato ad essergli strappati gli occhi e amputate le mani, quale punizione per avere cospirato contro di lui. Non risulta chiaro se il confino fosse finalizzato ad eseguire in loco l’efferata sentenza oppure se risultasse una magnanima commutazione della pena. Fatto sta che Paolo Diacono, fattosi poi monaco, riuscì a fuggire riparando a Benevento.

Di tutte le atrocità, le Isole Tremiti conservano solo una memoria storica finalizzata al recupero delle migliori espressioni di umanità profonda, laddove appare che anche tutto il male passato può essere volto a risultati positivi.
Viviamo l’attimo presente come una parte del grande progetto che si concretizza, giorno dopo giorno, a misura delle nostre aspirazioni. Anche il dolore, le ingiustizie, i sogni infranti appartengono intimamente a queste.

Se desideriamo la luna, non dobbiamo temere di puntare alle stelle: il futuro dipenderà dai nostri pensieri di oggi.

Ferruccio Maria Fata

Le immagini sono estrapolate dai video in questione. Per questo la definizione fotografica delle stesse non risulta di ottima qualità, pur contribuendo in qualche modo a ricreare un'opportuna illustrazione dell'evento.

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