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IL MIO KENYA - da Alice

di Donnavventura - 09 febbraio 2012 - Commenti (0)

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Non so descrivere che cosa volessi dal Kenya ma quel che è certo, è che le aspettative fossero alte. Non essendo mai stata nell’Africa nera e avendo sentito solo i racconti nostalgici e coinvolgenti di amici che vi sono nati, che vi hanno vissuto, viaggiato o fatto un safari non vedevo l’ora di sentire che cosa si provasse veramente, se il “mal d’Africa” esiste davvero.


L’impatto è forte fin dal primo istante. L’aria calda, le strade incasinate, anzi, realmente le strade non finiscono nelle due corsie asfaltate ma ce ne sono altrettante a destra e sinistra della strada principale. Sono solchi fatti nella terra rossa, talvolta fangosa, dalle macchine e dai camion che si buttano a lato cercando cosi di evitare il traffico soffocante e estenuante. Gente che cammina a piedi scalzi, una bambina che sorregge un bimbo in fasce e nell’altra mano un piccione dall’aria malaticcia e mezzo moribondo. Polvere, tantissima polvere e pozze d’acqua marrone dove un signore stava lavando la sua bicicletta. Mi fa quasi paura.

 

 

Poco fuori dal centro della capitale iniziano i mercati: quattro pezzi di legno infilzati a terra con dei teloni di nylon una volta trasparenti, ora completamente marroni per la polvere. Le donne caricano grosse borse probabilmente di juta reggendole con una tracolla che appoggiano sul capo e gli uomini tirano pesanti carretti. Questa è Nairobi, domenica mattina, all’alba. Concato direbbe: “partire quando Nairobi dorme ancora”.
Lasciamo la città immersi nella nebbia ed in una pioggerellina leggera tipica del passaggio tra la stagione delle piogge e quella secca.
Sono felice di andarmene dalla capitale, grandi città – per quanto diversissime tra loro - ce ne sono in tutto il mondo. La Savana invece non si trova nel paese affianco a casa.

 

 

 

La strada ci porta in cima alla Rift Valley e qui inizia un immenso altopiano tanto vasto che gli occhi non ne scorgono la fine. Terreno secco e giallo, cespugli, acacie e cactus le uniche macchie verdi. Ma ci sono anche altre macchie: quelle delle giraffe! Intravedo i primi animali dalla nostra macchina. le aspettative aumentano. Non siamo neanche nella riserva e già gazzelle, gnu, giraffe e altri erbivori dopo poche ore diventano quasi una normalità!

 

 

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