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I post degli amici di PETRILLO

marta dellavedova tci

 6 MAGGIO 2012 - SULLE ORME DEL TANZIO DA VARALLO- VALSESIA - VC

dal blog di marta dellavedova tci - 09 maggio 2012 - Commenti (0)

domenica 6 maggio, Varallo, Sabbia, Valsesia - sulle orme del Tanzio, tra gastronomia, arte, cultura e tradizione.
Un grazie a tutti i Soci e non soci che sono intervenuti e hanno partecipato alle interessanti visite in Pinacoteca di Varallo (accolti dalla guida Federici e dal socio benefattore dott. Remogna) e alle chiese (con la sapiente guida don Damiano Pomi) e alle stradine di Sabbia, al gustoso pranzo, al magistrale intrattenimento dei componenti del Coro l'ECO. I Consoli della Valsesia Piera Mazone e Giuseppe Manzone hanno dato un'ottima accoglienza al gruppo grazie alla preziosa collaborazione dell'intera amministrazione di Sabbia, e in particolare della vulcanica Germana Stragiotti, del Sindaco Guido Crevola, di Paola e Marco Masto, di Roberto Marchi e di tutti coloro che hanno collaborato gratuitamente alla manifestazione. Grazie anche alle signore Emma e Gian che si sono vestite in costume valsesiano e a parenti e amici che credono in queste iniziative di promozione del bellissimo territorio italiano.
Arrivederci alla prossima manifestazione.
Marta

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Paolo Sozzi Tci

 Isola d'Elba

dal blog di Paolo Sozzi Tci - 01 aprile 2012 - Commenti (0)

 

Portoferraio ti aspetta lì, nella cala del porto vecchio. Pensi che sia facile la visita. Entri dalla porta principale, ben visibile con il suo orologio e il piccolo molo con l'ancora. Ma una volta entrato, dopo qualche bar con i tavolini in mezzo alla strada, inizia un dedalo di vicoli e scalinate che salgono. Su e su ancora. Fino alla casa di Napoleone.

La casa di Napoleone merita la fatica delle scalinate. Tutta la struttura guarda il mare aperto sotto l'occhio severo del faro. Un giardino ben tenuto era probabilmente il rifugio dell'imperatore quando voleva scrutare l'orizzonte sulle onde.

San Martino è a pochi chilometri da Portoferraio e conserva la villa "patrizia" dell'imperatore. Una sfilata di aquile di marmo e un grande salone che offre una vista impareggiabile (a chilometri di distanza) della rocca e del porto di Portoferraio. Quel geniaccio di Ajaccio...

 

Il golfo di Procchio è, assieme a Biodola (entrambe ad ovest di Portoferraio), una delle spiaggie più note dell'Isola, ma lo spettacolo più bello qui è lo scoglio della Paolina, un ciuffo di roccia che fa capolino dal mare.

 

Avanti verso ovest c'è Marciana Marina. Una bella passeggiata lungo il porticciolo con acque trasparenti e polizia locale che gira in segway.

 

Prima di arrivare a Marina di Campo, in questo giro antiorario dell'Isola, una serie di spiagge spettacolari, quasi caraibiche: Fetovaia, Seccheto, Cavoli. E per chi non teme i dirupi, tante discese verso "punti-mare" rocciosi e acque azzurrissime.

 

Marina di Campo propone tra l'altro l'acquario marino. Adiencente ad un hotel-residence, è un pò male tenuto e gli spazi sono angusti per gli animali. Meglio passare oltre.

 

Dopo Lacona e la sua spiaggia, chilometrica ed attrezzatissima, si arriva a Capoliveri, arroccata in mezzo ad un promotorio che è ammantato di pinete verdissime. Il borgo è meraviglioso, anche se in alta stagione c'è abbondanza di turismo.

 

 

Da una parte, Porto Azzurro, dall'altra una sfilata di golfi (lo Stella e il Lacona) che di sera incastonano tramonti bellissimi. E Capoliveri ti entra nel cuore...

 

Rio Marina è un borgo etrusco fondata per sfruttare la ricchezza minerale di questa zona. Da non perdere, il museo minerario che, per quanto piccolo, è ben fatto e racconta una storia che non c'è più da oltre venticinque anni.

 

Dal centro di Rio Marina, partono dei trenini stradali che portano a visitare le cave di un tempo. Un sacchetto e un martello e la caccia al quarzo è partita! Ideale anche per i bimbi.

 

E l'archeologia industriale qui, abbraccia il mare...

 

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Pasquale Saviano

 L'abbazia di San Lorenzo di Aversa

dal blog di Pasquale Saviano - Metaluogo - 30 marzo 2012 - Commenti (0)

 

Abbazia di San Lorenzo fuori le mura di Aversa

 

L' abbazia di San Lorenzo fuori le mura è il più antico complesso monastico di Aversa. Essa fu fondata prima dell'anno mille ad septimum, nelle propaggini del territorio della Capua longobarda, sulla diramazione stradale che conduceva verso Napoli e verso il litorale flegreo. In epoca normanna (XI-XII secolo) essa assunse un'importante rilievo nel rappresentare il polo monastico nella proto-contea di Aversa che nel 1054 era stata elevata a sede episcopale da papa Leone IX. Sia l'abbazia e sia la cattedrale, dedicata a San Paolo, condivisero i tratti del monachesimo. Alla fine dell' XI secolo i normanni Guitmondo e Guarino, fratelli e monaci benedettini, si ritrovarono rispettivamente vescovo di Aversa e abate di San Lorenzo. Guitmondo era stato monaco del monastero di Bec in Normandia con sant’Anselmo e con Lanfranco di Pavia, e alle lusinghe di un episcopato anglo-normanno aveva preferito il cammino del pellegrino che lo aveva portato prima a Roma e poi ad Aversa (1088-1094) a rappresentare nella diocesi normanna la riforma ecclesiastica voluta da Gregorio VII. Dalla sua Cattedrale eretta in stile borgognone egli ispirò la vita dei locali monasteri benedettini, soprattutto San Lorenzo, secondo i dettami dello spirito di Cluny. Il monaco vescovo normanno non aveva vissuto una esperienza isolata del pellegrinaggio, egli, in effetti, si ritrovò in una scia più antica percorsa fin dall'anno mille dai militi normanni che a gruppi numerosi si recavano pellegrini lungo la via micaelica, da Mont Saint Michael ad duas tumbas in Normandia a Monte San Michele al Gargano luogo dell'apparizione dell'Arcangelo. Di uno di quei gruppi di guerrieri penitenti faceva parte Rainulfo Drengot che era rimasto con le sue schiere sul territorio e aveva fondato in Aversa (1030) la prima contea normanna dell’Italia Meridionale. Con la politica del suo intervento militare negli equilibri del potere contrapposto tra longobardi e bizantini, Rainulfo era riuscito ad estendere il dominio della contea aversana dal Gargano a Gaeta, costituendo per i Normanni, che sempre più numerosi si portavano in Campania, la base per una inarrestabile espansione e per la conquista dell’Italia meridionale fino a Palermo. Nell'epoca della espansione normanna il monastero di San Lorenzo di Aversa, grazie alle donazioni signorili (vedi Codice Diplomatico Normanno di Alfonso Gallo), ebbe perciò la disponibilità di possedimenti estesi e dislocati lungo la via sacra tra Campania e Puglia, dal Lago di Patria fino al santuario di Monte San Michele al Gargano. L'abbazia ebbe altresì privilegi importanti, anche papali, che la rendevano indipendente dall'episcopio aversano e detentrice di vasti possedimenti di terre e chiese dislocate nella diocesi aversana e in aree extra-diocesane. 

Tra le sue mura fu tenuto relegato a vita l'antipapa Alberto Atellano eletto nel 1101 in opposizione al papa Pasquale II. Nel XII secolo la chiesa abbaziale, configurata nel vasto impianto basilicale, raggiunse i livelli più alti del sua grandezza e del suo decoro architettonico. Negli anni del governo dell'abate Matteo fu realizzato lo splendido portale marmoreo dal maestro Berardo, i nomi si leggono incisi sull'architrave, ed il pavimento fu fatto con un mosaico in marmo ricco di artistici motivi. A causa del terremoto del 1456, che distrusse strutture ed opere d'arte, l'abbazia visse qualche decennio di abbandono fino agli inizi del 500, epoca in cui fu aggregata alla congregazione cassinese. Il chiostro rinascimentale fu realizzato alla fine dello stesso secolo. Nei due secoli successivi, fino all'eversione napoleonica (1807) che abolì il monastero, il complesso abbaziale si arricchì di opere d'arte e fu interessato da un restauro che gli diede un aspetto barocco. L'ex monatero fu destinato subito a scopi educativi e scolastici; oggi è sede di facoltà universitaria di architettura.

La chiesa abbaziale, funzionante nelle sue celebrazioni religiose e recuperata nelle sue manifestazioni artistiche ed architettoniche, è una delle basiliche più importanti della diocesi di Aversa e rappresenta in essa un fondamentale patrimonio storico-culturale. Il suo Rettore mons. Ernesto Rascato è anche il responsabile per i Beni Culturali della Diocesi. Nella vicenda storica del monastero di San Lorenzo di Aversa dal medioevo ai tempi recenti si evidenziano aspetti significativi ed originali della cultura benedettina europea. Recentemente nell'antica chiesa abbaziale si è discussa e trattata proprio questa cultura con la presentazione di un libro di dom. Mariano dell'Omo in un importante e gremito convegno sul monachesimo occidentale.

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Alice Mazzoni

 Vi piacciono tutte le novità di Club, la nostra e vostra community?

dal blog di Alice Mazzoni - 19 aprile 2011 - Commenti (4)

 

Avete visto la nuova pagina di accesso? E la nuova grafica della bacheca? E l'interazione fra il vostro profilo su Club e quello sul portale?

...chi scopre cos'altro c'è di nuovo?

 

fateci sapere, i vostri commenti e suggerimenti sono i benvenuti!

 

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Paolo Sozzi Tci

 Il Touring Club su Repubblica per la vicenda Pompei

dal blog di Paolo Sozzi Tci - 08 novembre 2010 - Commenti (0)

Bondi rivendica "il grande lavoro fatto"
ma poi annuncia: "Possibili altri crolli"

Dopo il crollo, il ministro della Cultura si difende: "Se mi sentissi responsabile mi dimetterei". Poi però lancia un altro allarme. E annuncia che riferirà in Parlamento. Il sopralluogo del ministro preceduto da quello degli esperti della Sovrintendenza

NAPOLI - Il ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi, a Pompei all'indomani del crollo dell'Armeria dei gladiatori 1, replica al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri chiedeva spiegazioni "senza ipocrisie". "Se avessi la certezza di avere responsabilità in quanto accaduto mi dimetterei. Ma rivendico invece il grande lavoro fatto", ha detto Bondi, al termine del sopralluogo nella Schola Armaturarum. Poi però lancia un nuovo allarme: altri crolli di edifici sono possibili nel sito archeologico, viste le sue condizioni. "C'è un grande lavoro da fare qui - ha proseguito - e ne riferirò al presidente del Consiglio, al Parlamento e al capo dello Stato".

Nell'intervista pubblicata oggi da Repubblica Bondi 6aveva assicurato che avrebbe fatto di tutto per avere più fondi per garantire la conservazione dei beni culturali. Il sopralluogo del ministro è stato preceduto da quello del direttore generale del ministero Stefano De Caro e della soprintendente reggente Janet Papadopulos.

Il tratto di via dell'Abbondanza, dove si è registrato il crollo, è interdetto ai numerosi turisti che anche oggi affollano gli scavi di Pompei, attirati anche dal clamore suscitato dall'evento.

Il Touring Club lancia un appello: "La cultura non si mangia, ma è nutrimento per l'anima; non possiamo rinunciarci", dice il presidente dell'associazione, Franco Iseppi, che si unisce al grido di vergogna del Presidente della Repubblica per il crollo della Domus dei Gladiatori di Pompei. Iseppi lancia una proposta a tutte le Associazioni non profit italiane che si occupano di tutela del patrimonio artistico, culturale e ambientale: "Teniamo aperto noi il sito di Pompei".

"Arrivati a questo punto - dice - non basta più conoscere, riflettere, tutelare, si apre una stagione nella quale è necessario ricostruire e noi vogliamo farlo lanciando una proposta: teniamo aperti noi gli scavi di Pompei, sottraendoli all'incuria e riconsegnandoli a cittadini e turisti".

(07 novembre 2010)

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Pasquale Saviano

 Frattamaggiore città d'arte e città benedettina

dal blog di Pasquale Saviano - Metaluogo - 13 agosto 2010 - Commenti (0)

 

    

Basilica pontificia di San Sossio

  I due titoli celebrativi attribuiti a Frattamaggiore – Città Benedettina (1997) e Città d’Arte (2009) – il primo dall’Ordine monastico di San Benedetto ed il secondo dalla Provincia di Napoli, rappresentano un coronamento della storia comunale frattese che è sempre stata ricca di significati religiosi e civili. Questi due titoli sono stati il frutto sia della cultura cittadina formatasi sulla consapevolezza del valore del patrimonio locale, e sia del riconoscimento di questo valore da  parte degli Enti proponenti.

   Il nome Fratta è di provenienza monastica benedettina ed indicava nell'alto medioevo un territorio di sterpaglie (fractae), impervio ed incolto, che i monaci ricevevano come donativo signorile e destinavano al lavoro dei coloni con vantaggiosi contratti agrari.

   L'attuale Frattamaggiore in pratica richiama nel nome l'antica fracta di Atella che nel periodo carolingio (VIII secolo) fu terra monastica intorno all'abbazia di San Sossio. I documenti del IX-XI secolo, redatti nelle Curie di Atella, di Benevento, di Capua, di Napoli e di Aversa, riguardano infatti contratti agrari e scambi preferenziali degli abitanti del luogo con le organizzazioni monastiche benedettine di area longobarda (San Vincenzo al Volturno e Montecassino), di area napoletana (Santi Sossio e Severino, Basiliani) e di area aversana (San Lorenzo e San Biagio).

   La struttura urbana del centro storico, ancora oggi persistente porta i segni delle varie epoche storiche della città: il nucleo medievale intorno alla monumentale Basilica Pontificia di San Sossio; i palazzi, i luoghi e i monumenti del periodo aragonese-spagnolo e del periodo borbonico; i palazzi dell’800 e del primo 900, il verde storico e le ville periferiche della stessa epoca. In questo centro storico si evidenziano portali di travertino e di piperno scolpito, affacci e mascheroni barocchi ed altri segni, come le edicole votive, che trovano modo di esprimersi ad un buon livello artistico ed architettonico. Al centro della piazza svettano il campanile del '500, accanto alla struttura basilicale millenaria della chiesa di san Sossio, e la settecentesca torre vanvitelliana.

   Le 15 chiese rappresentano con il loro patrimonio artistico e monumentale le varie epoche della storia cittadina. La Mappa dei Beni Culturali e Naturalistici della Provincia di Napoli annovera i seguenti luoghi e monumenti frattesi: ìl Centro Storico medievale, la Torre Civica vanvitelliana, e le chiese di San Sossio (X secolo), di Santa Maria delle Grazie (XVI secolo), di Maria SS.ma Annunziata e S. Antonio (XVII secolo), dell’Immacolata Concezione (XVIII secolo) e di San Rocco (XIX secolo).

   Il 31 Maggio del 1807 vi fu la solenne traslazione da Napoli a Frattamaggiore del corpo del patrono San Sossio: una traslazione a carattere religioso che divenne oggetto conclusivo di un grosso dibattito culturale intorno alle origini misenate di Fratta iniziatosi con il canonico Michele Arcangelo Padricelli nella storiografia napoletana del '700. La traslazione fu operata dal vescovo Michele Arcangelo Lupoli, frattese, che ottenne dal regime francese di recuperare le spoglie del patrono di Frattamaggiore nella cripta del monastero benedettino soppresso. Con il corpo del diacono di Miseno fu traslato anche quello di San Severino che dal X secolo condivideva la titolarità del monastero napoletano. Il Santuario ove oggi si conservano le sacre spoglie è la ragione principale per cui Frattamaggiore è stata insignita solennemente del titolo di Città Benedettina.

   La fruizione turistica della città ha anche la particolarità di essere motivata dalla meta religiosa del Santuario di San Sossio e Severino, ove si venerano i loro corpi, e dal forte richiamo culturale per le popolazioni europee (Austria, Germania, Inghilterra) e nazionali (Campania, Lazio, San Marino, San Leo) che condividono la devozione ed il pellegrinaggio verso i due Santi.

 

Bibliografia:

Miriam Saviano e Pasquale Saviano, Frattamaggiore città d'arte e città benedettina, Roma 2010

 

 


 

 

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