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A piedi lungo la Via Francigena con Movimento Lento/Sloways e Touring Club Italiano. E da scaricare la guida gratis!

Camminafrancigena, da Viterbo a Roma. Le tappe 39, 40, 41 e 42

8 Settembre 2015
Pronti quanto basta e poi via: mille chilometri a piedi per percorrere, in poco più di un mese e mezzo, tutta la Via Francigena, dal Colle del Gran San Bernardo a Roma. Giorno per giorno ecco il racconto di CamminaFrancigena 2015, un viaggio organizzato da Movimento Lento/Sloways in collaborazione con il Touring Club Italiano. Fino al 2 settembre si alterneranno 5/6 camminatori che oltre a ripercorrere i sentieri dei pellegrini medievali racconteranno l’Italia minore, quella deve ancora essere conosciuta, ammirata, valorizzata. Buon cammino.
 
 
Tappa 39. DA VITERBO A VETRALLA
Oggi il nostro gruppo si arricchisce di altre due componenti: Silvia, che camminerà con noi fino a Sutri, e Alessia, che arriverà con noi fino a Roma. Lasciamo Viterbo ripercorrendo il quartiere medioevale, e usciti dal centro storico decidiamo di lasciare il percorso ufficiale e percorrere una variante: si tratta della Strada Signorino, che si rivelerà il tratto più bello di tutta la tappa. La strada è una tagliata etrusca dalle pareti strette e profonde, sulla cui sommità la vegetazione lascia filtrare la luce del sole. Lo spettacolo è unico e stupefacente:  sembra di vivere in una favola dei fratelli Grimm, in cui l’unico elemento di disturbo è l’asfalto sulla strada e il passaggio delle auto.
Usciti dalla tagliata, attraversiamo le campagne tra carrareccie e sentieri in leggero saliscendi, fino a Vetralla, la nostra meta di oggi. Qui ci aspetta una bella festa, organizzata dai nostri ospiti, i proprietari dell’albergo da Benedetta. Hanno infatti allestito su un rimorchio per auto una bancarella per distribuire finger food ai pellegrini lungo la Via Francigena, e lo inaugurano proprio stasera, in una bella festa nel giardino di un agriturismo tra le campagne di Vetralla. Lo scenario incantevole, illuminato dalla luce radente del tramonto, e la ricercatezza dei cibi che vengono serviti rendono indimenticabile la serata.
 
 
TAPPA 40. DA VETRALLA A SUTRI
La tappa di oggi è piuttosto lunga e impegnativa, il tempo ancora una volta bellissimo e ventilato. Nella prima parte del cammino attraversiamo la foresta di Vetralla, molto affascinante, prima di entrare nelle vaste coltivazioni di noccioleti, che attraversiamo per chilometri, arrivando a perdere il sentiero e a orientarci a vista tra i filari. All’improvviso la geometria regolare dei filari viene interrotta da alcune grandi querce, che preannunciano l’arrivo in un luogo bellissimo e misterioso: le Torri di Orlando. Si tratta di alcuni monumenti funebri di epoca romana e di un campanile romanico, immersi e ormai perfettamente integrati con la vegetazione circostante. Pranziamo a Capranica, un paesino delizioso dal centro storico ancora intatto, prima di proseguire verso la Valle di Mazzano, dove improvvisamente entriamo in uno scenario da fiaba. Ci immergiamo in una folta foresta con un sentiero tortuoso in prossimità di un ruscello, con alberi e massi ricoperti di muschio, una vegetazione lussureggiante che dà al percorso un sapore avventuroso all’indiana Jones.
Alla fine del sentiero ci appare la skyline di Sutri, che preannuncia le ultime sorprese della giornata: l’anfiteatro romano, completamente scavato nel tufo, e la stupefacente Madonna del Parto, una chiesa ipogea ricavata nei locali di un antico Mitreo, completamente scavato nella roccia.
 
 
Tappa 41. DA SUTRI A FORMELLO
Ci mettiamo in cammino di buon passo, oggi l’umore di tutto il gruppo è particolarmente buono. Dopo pochi chilometri arriviamo a Monterosi, dove facciamo colazione da Eleonora, leggendaria panettiera amica dei pellegrini. Proseguiamo verso Monte Gelato, dove il torrente Treja si fa largo nel bosco formando pozze e cascate, tra ponti in pietra e antichi mulini che ci riportano a secoli passati. Entriamo quindi nel parco di Vejo, e affrontiamo la ripida salita che conduce al centro storico di Campagnano di Roma, penultima tappa “ufficiale” della Via Francigena.
Oggi però non ci fermiamo qui, ma proseguiamo verso Formello, dove i ragazzi che gestiscono l’ostello comunale, insieme alle associazioni locali ci hanno riservato un’accoglienza senza precedenti: innanzi tutto ci viene offerto un aperitivo di benvenuto in piazza, e poi all’interno del cortile di Palazzo Chigi, il palazzo principale del centro storico che ospita l’ostello, ci aspetta una scenografia spettacolare: candeline accese, balle di fieno, un catering raffinato preparato da ristoratori locali, e poi canti e balli in cui le ragazze del gruppo si buttano senza esitazione.
Un’accoglienza così calda e profonda ci commuove, anche perché è la nostra ultima sera in viaggio, domani affronteremo la tappa conclusiva.
 

Tappa 42. DA FORMELLO A ROMA
Oggi ci aspetta la tappa più lunga e più coinvolgente, perché segna la fine del cammino. Arrivati a questo punto le distanze sono relative, ormai camminare è automatico e naturale e quando non lo faremo più ci mancherà. Percorriamo le campagne del Parco di Vejo, attraversiamo il temibile guado del torrente Valchetta, fortunatamente in magra in questo periodo, costeggiamo l’abitato di Isola Farnese prima di venire catapultati nel caos del traffico della Via Cassia che soffoca l’abitato di La Storta, ultima tappa del percorso della Via Francigena.
Proseguiamo lungo la via per qualche chilometro, e per fortuna l’abbandoniamo subito dopo il Grande Raccordo Anulare, per affrontare quella che ora è una variante ma per fortuna presto diventerà il percorso ufficiale: si tratta del sentiero che attraversa l’Insugherata, un parco cittadino che si inserisce come un cuneo tra il Raccordo, la via Trionfale e la Via Cassia. È un’oasi selvatica nel cuore dell’Urbe, popolata da cinghiali, volpi e tassi, sembra incredibile che manchino solo pochi chilometri alla meta.
Dopo qualche chilometro di quiete assoluta risaliamo verso la Via Trionfale, dove veniamo nuovamente catapultati nel traffico prima di rifugiarci nuovamente nel verde del parco di Monte Mario, con i suoi pini marittimi secolari: si cominciano ad aprire le prime vedute panoramiche di Roma, il Tevere, l’auditorium, le chiese, i quartieri della zona Nordest.  Sale anche la nostra eccitazione quando raggiungiamo il Monte della Gioia, il belvedere da cui finalmente scorgiamo la nostra meta, la cupola di San Pietro. Scendiamo quindi dal colle per immergerci nuovamente nel traffico cittadino e percorrere gli ultimi chilometri ed entrare in corsa nel colonnato del Bernini.
Il nostro lungo, bellissimo cammino è finito.
 
 
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- Touring Club Italiano da tempo pubblica guide e carte sulla Via Francigena. Scopri quali sono sulla pagina dedicata!
 
COME SEGUIRE CAMMINAFRANCIGENA
- Su questo sito, dove daremo il resoconto del viaggio due volte alla settimana.
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